C'era una volta un folletto di nome Au che viveva nella Foresta Incantata del Pieno Inverno, un luogo dove faceva sempre freddo e per scaldarsi si bevevano ettolitri di grappa e vodka dalla mattina alla sera con conseguenze disastrose per il fegato e nemmeno i neuroni se la passavano tanto bene.
L'amico inseparabile di Au era Guri, che proveniva dalle Lande Meridionali, un luogo dove faceva sempre caldo e per rinfrescarsi gli abitanti vivevano con un condizionatore d'aria portatile e uno fisso nelle loro abitazioni con tragiche conseguenze per l'ambiente e per la trachea.
I due amiconi si incontravano regolarmente due volte l'anno, una in estate a casa di Au, così Guri poteva godere del freddo della Foresta e mangiare salmone affumicato, polenta e frutta secca; e una in inverno a casa di Guri così Au se ne poteva stare a mollo nel mare brodoso delle Lande Meridionali e mangiare frutta fresca, insalate di pomodori e lattuga e mozzarelle.
E ogni volta i due compiangevano i vecchi tempi, quelli che avevano vissuto solo nei primi anni della loro esistenza, quando il mondo non era così dicotomicamente netto e c'erano più sfumature, più stagioni e più persone.
Un tempo, trovavi gente a ogni metro che percorrevi, potevi mangiare tutto quanto desiderasse il tuo stomaco, in qualunque stagione.
Un tempo Au era in compagnia di una numerosa famiglia e Guri altrettanto, e andavano a scuola e avevano molti amici.
Da quando, si chiede ogni volta Guri, piagnucoloso dopo l'ennesimo drink a base di anguria fresca, da quando siamo ridotti a vederci solo due volte l'anno, quando dall'inverno si passa all'estate e dall'estate all'inverno mentre negli altri dieci mesi ci tocca stare soli, tu tra le tue montagne aguzze e io col culo ammollo nel mare e il condizionatore sempre più cigolante e sempre meno rinfrescante.
E' da molto tempo ormai, mio caro amico, dice Au fissando malinconico l'orizzonte piatto dalla spiaggia su cui loro due spiccano come granelli di sabbia nera su un mare di grossolana sabbia grigia e bianca.
E quando noi non ci saremo più, spariranno gli ultimi esseri umani della Terra,siamo gli ultimi!
Dopo aver rimembrato con tono sempre più greve gli avvenimenti che avevano portato a quell'incresciosa situazione, Au e Guri andavano a dormire e poi Au tornava alla sua foresta.
Quell'inverno, comunque, le cose andarono diversamente.
Quando Au tornò nella Foresta, con la compagnia di qualche anguria, un po' di sidro e alcune cartoline, trovò ad attenderlo uno strano personaggio.
Già il fatto che ci fosse qualcuno ad aspettarlo era da considerarsi un vero e proprio miracolo, ma bisognava mettersi nei panni di Au per comprendere come gli sembrò strano, pazzesco, vedere una slitta con alcune renne spelacchiate legate davanti a mo' di traino, e un ometto mingherlino con capelli e barba bianca indossante un vestito di panno rosso con risvolti bianchi che gli cadeva addosso simile a un drappeggio sfilacciato dagli anni.
L'uomo appena lo vide saltò in piedi da seduto che era e andò incontro ad Au con un gran sorriso sulle labbra screpolate dal freddo:
"Piacere, piacere, io sono Nick! E tu?"
"Ehm... Au, mi chiamo Au. Ma... Chi sei, e da dove arrivi?"
L'uomo lanciò uno sguardo alla casetta in legno di Au e lui capì e lo guidò all'interno mentre le renne mordicchiavano i licheni che erano cresciuti sulle rocce.
Nick sedette con un gran sorriso alla tavola dell'uomo della Foresta e mentre Au preparava un te caldo gli disse che tanti, tanti anni prima era partito per il solito giro mondiale anuale, con cui portava doni a tutti i bimbi, ma anche a tutti gli adulti, del mondo.
Ma un brutto giorno mentre sorvolava con le renne alcuni palazzi in periferia nel nord Europa si era aperto un varco temporale e lui vi era precipitato cadendo e risalendo da gorghi di eternità e limbi di non tempo e poi ne era uscito ma si era trovato in un mondo dove Babbo Natale era fuori legge e aveva rischiato di essere fucilato e allora era rientrato nel gorgo e quando ne era riemerso aveva trovato un deserto spoglio di qualunque forma di vita, e così via, andando fuori e dentro il varco temporale per cercare di tornare nella sua epoca o perlomeno in un'epoca migliore.
E finalmente, dopo l'ennesimo tentativo, aveva trovato Au,la sua casetta e la sua calda amicizia.
Au sorrise, gli servì il te e gli disse che anche lì la situazione non era proprio tanto rosea perchè lui e il suo amico Guri erano rimasti gli unici umani su tutto il pianeta Terra.
Nick però disse che andava bene, benissimo, che si sarebbe accontentato di portare doni una volta l'anno a entrambi, era quello il suo compito, era la sua vita.
Au ringraziò e disse che a lui e Guri sarebbe bastato averlo una volta l'anno, a turno, nella propria casa, appeso sul caminetto.
"Sei un trofeo ambito, Nick." disse Au mentre l'ex Babbo Natale lo fissava stranito.
"Devi sapere che sei fuorilegge in quasi tutti i multiversi perchè sei stato tu a provocare quelle distorsioni temporali con i tuoi stramaledetti giri di slitta trainata da renne.
Tu e la magia che ti occorre per andare in un secondo da un capo all'altro del mondo. E hai sconvolto tutto, l'esistenza di miliardi di persone, l'assetto della Terra rispetto al sistema solare.
Hai ucciso miliardi di esseri umani, e io e Guri siamo gli ultimi sopravvissuti. Quindi come vedi non sei affatto sfuggito all'epoca in cui uscisti per la prima volta dal varco. Sei passato di qui più volte, in tempi diversi. E ora che il veleno che ti ho messo nel te sta facendo effetto, posso dirmi felice di aver avuto l'onore di eliminarti. Chiamerò Guri e gli dirò di fare uno strappo alla regola e di venire da me a festeggiare, anche se è pieno inverno. E chissà che,ora che hai finito di gironzolare per i varchi temporali, le cose non si aggiustino."
Santa Claus ebbe appena il tempo di emettere un gemito prima di cadere a peso morto sul pavimento.
lunedì 22 dicembre 2008
martedì 11 novembre 2008
Ash Saseen- utlima parte-
La piazza del centro ricerche spazio temporali era piena, come sempre in certe occasioni.
Tanto più quando si commemorava il centenario della Nuova Epoca.
Il ragazzo, in piedi accanto al resto della folla di studenti e ricercatori, ascoltava l'ultima parte del breve discorso di commemorazione:
"...E dunque ricordiamo ancora una volta il nostro sconosciuto benefattore, colui che per primo navigò in altri flussi temporali permettendo all'Umanità di evolvere e di dedicare l'intelligenza della razza a ricerche che in pochi anni ci hanno portato tra le stelle della nostra Galassia e in seguito, ci porterà altrove.
Nel frattempo continuiamo a onorare la memoria di questo uomo straordinario. Di lui si dicono tante cose, ma solo alcune sono vere.
Cambiò il proprio destino e quello delle generazioni future.
Mise da parte il suo passato di assassino per divenire un salvatore.
Si nascose a chi lo voleva eliminare per porre rimedio a quello che i potenti di allora considerarono un errore e che è stata invece la base per la nostra società tanto migliore.
Collaborò con l'uomo che avrebbe dovuto uccidere e arrivò a essere il suo migliore consulente, sotto copertura fino a quando i flussi non ci portarono in quest'epoca di benessere.
Sposò una parente del suo ex obiettivo criminale e i suoi discendenti continuano a lavorare in silenzio e senza farsi conoscere per il bene della comunità.
Sì! Tra di noi ora potrebbe esserci un discendente di quell'uomo, di cui non conosciamo il nome ma che sappiamo essere la nostra pietra miliare."
Il discorso si concluse, l'applauso risuonò a lungo e poi si diede inizio alla festa vera e propria, con buffet, beveraggi e spettacoli musicali.
C'erano feste simili un po' dappertutto, in tutte le comunità terrestri ed esoterrestri.
Il ragazzo pensò che di li a un anno avrebbe avuto il titolo per viaggiare tra le varie comunità galattiche e sorrise, poi vide una ragazza che aveva già adocchiato da tempo e le si avvicinò, salutandola.
"Ciao!"
Lei gli sorrise, doveva avere qualche parente panafricano vista la tonalità color ambra scura della sua carnagione.
"Ciao." gli disse, e poi, passandogli un bicchiere di succo di frutta gli chiese:
"Ma tu credi davvero che il nostro misterioso benefattore si sia salvato e abbia avuto discendenti?"
"Beh, è un'ipotesi basata sugli studi di antichi documenti, ma potrebbero essere stati falsificati anche quelli insieme a tutti gli altri che alcuni allocchi hanno comprato a peso d'oro... Comunque diciamo che preferisco pensare che si sia salvato e abbia potuto dare una mano a renderci migliori. Perchè, tu non ci credi?"
Lei scrollò le spalle senza rispondere ma continuando a sorridergli.
Il ragazzo decise che era proprio bella.
"A proposito, come ti chiami?" le chiese ancora.
"Ashley."
"E' un bel nome."
"Deriva da quello di un mio bisnonno."
Per qualche secondo il ragazzo ebbe la netta sensazione che lei potesse essere in effetti la discendente di quell'uomo misterioso che li aveva portati in un flusso temporale più consono al sorgere di comunità miste, e reciprocamente soddisfatte le une delle altre.
Dopotutto secondo un suo amico il benefattore dell'umanità si chiamava Ash.
"A cosa pensi?" domando Ashley scrutandolo con espressione attenta.
Il ragazzo mise da parte le sue -forse- assurde ipotesi.
Che lei fosse una discendente di quell'uomo o meno, non importava.
Era il futuro, il flusso temporale più importante per tutti loro.
Così sorrise e disse:
"A come siamo stati fortunati. Ah, io mi chiamo Luc."
Tanto più quando si commemorava il centenario della Nuova Epoca.
Il ragazzo, in piedi accanto al resto della folla di studenti e ricercatori, ascoltava l'ultima parte del breve discorso di commemorazione:
"...E dunque ricordiamo ancora una volta il nostro sconosciuto benefattore, colui che per primo navigò in altri flussi temporali permettendo all'Umanità di evolvere e di dedicare l'intelligenza della razza a ricerche che in pochi anni ci hanno portato tra le stelle della nostra Galassia e in seguito, ci porterà altrove.
Nel frattempo continuiamo a onorare la memoria di questo uomo straordinario. Di lui si dicono tante cose, ma solo alcune sono vere.
Cambiò il proprio destino e quello delle generazioni future.
Mise da parte il suo passato di assassino per divenire un salvatore.
Si nascose a chi lo voleva eliminare per porre rimedio a quello che i potenti di allora considerarono un errore e che è stata invece la base per la nostra società tanto migliore.
Collaborò con l'uomo che avrebbe dovuto uccidere e arrivò a essere il suo migliore consulente, sotto copertura fino a quando i flussi non ci portarono in quest'epoca di benessere.
Sposò una parente del suo ex obiettivo criminale e i suoi discendenti continuano a lavorare in silenzio e senza farsi conoscere per il bene della comunità.
Sì! Tra di noi ora potrebbe esserci un discendente di quell'uomo, di cui non conosciamo il nome ma che sappiamo essere la nostra pietra miliare."
Il discorso si concluse, l'applauso risuonò a lungo e poi si diede inizio alla festa vera e propria, con buffet, beveraggi e spettacoli musicali.
C'erano feste simili un po' dappertutto, in tutte le comunità terrestri ed esoterrestri.
Il ragazzo pensò che di li a un anno avrebbe avuto il titolo per viaggiare tra le varie comunità galattiche e sorrise, poi vide una ragazza che aveva già adocchiato da tempo e le si avvicinò, salutandola.
"Ciao!"
Lei gli sorrise, doveva avere qualche parente panafricano vista la tonalità color ambra scura della sua carnagione.
"Ciao." gli disse, e poi, passandogli un bicchiere di succo di frutta gli chiese:
"Ma tu credi davvero che il nostro misterioso benefattore si sia salvato e abbia avuto discendenti?"
"Beh, è un'ipotesi basata sugli studi di antichi documenti, ma potrebbero essere stati falsificati anche quelli insieme a tutti gli altri che alcuni allocchi hanno comprato a peso d'oro... Comunque diciamo che preferisco pensare che si sia salvato e abbia potuto dare una mano a renderci migliori. Perchè, tu non ci credi?"
Lei scrollò le spalle senza rispondere ma continuando a sorridergli.
Il ragazzo decise che era proprio bella.
"A proposito, come ti chiami?" le chiese ancora.
"Ashley."
"E' un bel nome."
"Deriva da quello di un mio bisnonno."
Per qualche secondo il ragazzo ebbe la netta sensazione che lei potesse essere in effetti la discendente di quell'uomo misterioso che li aveva portati in un flusso temporale più consono al sorgere di comunità miste, e reciprocamente soddisfatte le une delle altre.
Dopotutto secondo un suo amico il benefattore dell'umanità si chiamava Ash.
"A cosa pensi?" domando Ashley scrutandolo con espressione attenta.
Il ragazzo mise da parte le sue -forse- assurde ipotesi.
Che lei fosse una discendente di quell'uomo o meno, non importava.
Era il futuro, il flusso temporale più importante per tutti loro.
Così sorrise e disse:
"A come siamo stati fortunati. Ah, io mi chiamo Luc."
FINE
Ash Saseen
L'istinto è di voltarmi e sparare contro l'intruso ma rimango immobile, primo perchè non so se il tizio è armato, poi perchè nel tempo che impiegherei a voltarmi potrei morire due o tre volte, sempre che il mio interlocutore misterioso sia armato,come detto prima.
Ma perchè rischiare? Invece gli do temporaneamente corda, continuando a fissare mr President attraverso il mirino del mio fucile.
"Quelli come te mi fanno davvero pena, ma posso capire che per te uccidere sia un mestiere come un altro." mi dice il tipo alle mie spalle, e avverto la sua presenza come qualcosa di fisico che mi preme sulla nuca.
"E tu chi sei?"
"Un ospite temporaneo, potrei dire. Ascolta, Ash, non posso impedirti di sparare, non sono armato."
Mi volto, finalmente, anche se dovrei per prima cosa far fuori il mio obiettivo, ma sono troppo curioso, e così mi trovo al cospetto di un ragazzino dai capelli neri, gli occhi grigi e la carnagione pallida.
Sembra un ragazzino qualsiasi preso da una qualunque Periferia urbana, non propriamente povero ma di sicuro nemmeno ricco.
Alza le mani, mostrandomi i palmi vuoti, quindi sorride:
"Vedi? Sono innocuo, e rischio di essere fatto fuori a mia volta, però dovevo tentare di fermarti."
Sbuffo, ancora incuriosito nei riguardi del ragazzo, ma ormai abbastanza tranquillo da farmi riprendere la posizione per sparare dandogli le spalle.
Punto, tutto è rimasto come prima, l'auto è ancora ferma per strada, la gente ancora ccalamante, Lui ancora seduto, esposto perfettamente.
Mi chiedo perchè non abbia utilizzato una di quelle auto totalmente schermate, poi penso al suo idealismo da ragazzo new age e faccio una smorfia pensando alla dabbenaggine di certe persone, convinte davvero che le loro buone intenzioni fungano da schermo contro i mali intenzionati.
Poi mi immobilizzo di nuovo e sposto il mirino per osservare meglio la gente, sento un brivido gelido corrermi su per la schiena, annaspo facendo quasi cadere il fucile quindi mi volto sbraitando contro il ragazzinoi:
"Cosa succede?"
"Vuoi dire, come mai sembrano tutti immobili?" replica lui e io lo fisso storto:
"No, come mai sono tutti immobili! Nessuno ha cambiato posizione da quando tu mi hai rivolto la parola!"
Il ragazzino sorride ma torna serio sotto la mia occhiata omicida, sospira e spiega:
"Io vengo dal futuro." Mi lancia un'occhiata di sottecchi come a valutare se gli credo ma io gli faccio cenno di continuare e lui annuisce, riprendendo a parlare:
"In realtà sarebbe più corretto dire che provengo da un flusso temporale diverso da questo, comunque il succo del discorso è che noi del futuro ci siamo resi conto che ci sono eventi che si susseguono ciclicamente in tutti i flussi che riguardano determinate specie nell'universo.
Per gli umani si tratta sempre dell'eliminazione di personaggi che potrebbero far cambiare drasticamente la società, in modo fondamentalmente positivo anche se inizialmente nessuno recepirebbe il cambiamento come tale, e molti ne avrebbero danni enormi. E uno degli eventi che si ripetono è l'assassinio del presidente di questo Paese quando egli si discosta dai normali canoni imposti dalla società attuale. Il fatto che abbia vinto un Pelle scura ha messo in agitazione i manovratori occulti, che ti hanno assunto per ovviare al problema. Ah, sono stato io a bloccare momentaneamente le azioni dei tipi là fuori."
"Perchè, se sei davvero chi dici di essere e davvero hai il potere di fermare il tempo e di spostarti in esso, non intervieni per salvare quell'uomo?"
"Perchè noi del futuro siamo pienamente coscienti che se intervenissimo personalmente stravolgeremmo i flussi temporali della vostra esistenza, mentre se a cambiare le cose fosse uno di voi, al momento giusto, il cambiamento messo in atto migliorerebbe la società una volta per tutte. Perciò io posso solo chiederti di non uccidere quell'uomo, ma non posso impedirti di farlo."
Resto a riflettere per qualche secondo, chiedendomi se davvero voglio credere a questo sciroccato, e se davvero potrei cambiare qualcosa, eventualità che non mi dispiacerebbe.
Alla fine chiedo:
"Se non uccido il Pelle Scura, potrei avere qualche beneficio immediato?"
Il ragazzino scrolla le spalle:
"Non posso assicurarti che le cose per te migliorerebbero o finirebbero male, però posso fare in modo che una parte del tuo essere profondo, la tua essenza, potrei dire, si conservi nei vari flussi temporali permettendoti di godere dei benifici futuri come se fossi tu stesso a viverli."
Fidarsi, oppure no? Ho passato un'intera vita a diffidare degli altri, ma negli occhi grigi di questo ragazzo leggo una verità che mi sembra difficilmente solo il frutto di una recita superlativa.
Perciò annuisco, scarico il fucile facendo cadere i proiettili per terra e poso l'arma sul pavimento.
Il ragazzo sorride, prende l'arma e sparisce sotto i miei occhi lasciandomi con la sola compagnia di qualche proiettile.
Mi volto e dalla finestra vedo la folla che si muove attorno alla macchina presidenziale lasciandola passare anche se con una certa difficoltà, vedo il Presidente salutare sorridendo felice, poi l'auto sfila via, la gente rimane per qualche minuto ancora ad acclamare poi lentamente si disperde.
E io vado via.
Ma perchè rischiare? Invece gli do temporaneamente corda, continuando a fissare mr President attraverso il mirino del mio fucile.
"Quelli come te mi fanno davvero pena, ma posso capire che per te uccidere sia un mestiere come un altro." mi dice il tipo alle mie spalle, e avverto la sua presenza come qualcosa di fisico che mi preme sulla nuca.
"E tu chi sei?"
"Un ospite temporaneo, potrei dire. Ascolta, Ash, non posso impedirti di sparare, non sono armato."
Mi volto, finalmente, anche se dovrei per prima cosa far fuori il mio obiettivo, ma sono troppo curioso, e così mi trovo al cospetto di un ragazzino dai capelli neri, gli occhi grigi e la carnagione pallida.
Sembra un ragazzino qualsiasi preso da una qualunque Periferia urbana, non propriamente povero ma di sicuro nemmeno ricco.
Alza le mani, mostrandomi i palmi vuoti, quindi sorride:
"Vedi? Sono innocuo, e rischio di essere fatto fuori a mia volta, però dovevo tentare di fermarti."
Sbuffo, ancora incuriosito nei riguardi del ragazzo, ma ormai abbastanza tranquillo da farmi riprendere la posizione per sparare dandogli le spalle.
Punto, tutto è rimasto come prima, l'auto è ancora ferma per strada, la gente ancora ccalamante, Lui ancora seduto, esposto perfettamente.
Mi chiedo perchè non abbia utilizzato una di quelle auto totalmente schermate, poi penso al suo idealismo da ragazzo new age e faccio una smorfia pensando alla dabbenaggine di certe persone, convinte davvero che le loro buone intenzioni fungano da schermo contro i mali intenzionati.
Poi mi immobilizzo di nuovo e sposto il mirino per osservare meglio la gente, sento un brivido gelido corrermi su per la schiena, annaspo facendo quasi cadere il fucile quindi mi volto sbraitando contro il ragazzinoi:
"Cosa succede?"
"Vuoi dire, come mai sembrano tutti immobili?" replica lui e io lo fisso storto:
"No, come mai sono tutti immobili! Nessuno ha cambiato posizione da quando tu mi hai rivolto la parola!"
Il ragazzino sorride ma torna serio sotto la mia occhiata omicida, sospira e spiega:
"Io vengo dal futuro." Mi lancia un'occhiata di sottecchi come a valutare se gli credo ma io gli faccio cenno di continuare e lui annuisce, riprendendo a parlare:
"In realtà sarebbe più corretto dire che provengo da un flusso temporale diverso da questo, comunque il succo del discorso è che noi del futuro ci siamo resi conto che ci sono eventi che si susseguono ciclicamente in tutti i flussi che riguardano determinate specie nell'universo.
Per gli umani si tratta sempre dell'eliminazione di personaggi che potrebbero far cambiare drasticamente la società, in modo fondamentalmente positivo anche se inizialmente nessuno recepirebbe il cambiamento come tale, e molti ne avrebbero danni enormi. E uno degli eventi che si ripetono è l'assassinio del presidente di questo Paese quando egli si discosta dai normali canoni imposti dalla società attuale. Il fatto che abbia vinto un Pelle scura ha messo in agitazione i manovratori occulti, che ti hanno assunto per ovviare al problema. Ah, sono stato io a bloccare momentaneamente le azioni dei tipi là fuori."
"Perchè, se sei davvero chi dici di essere e davvero hai il potere di fermare il tempo e di spostarti in esso, non intervieni per salvare quell'uomo?"
"Perchè noi del futuro siamo pienamente coscienti che se intervenissimo personalmente stravolgeremmo i flussi temporali della vostra esistenza, mentre se a cambiare le cose fosse uno di voi, al momento giusto, il cambiamento messo in atto migliorerebbe la società una volta per tutte. Perciò io posso solo chiederti di non uccidere quell'uomo, ma non posso impedirti di farlo."
Resto a riflettere per qualche secondo, chiedendomi se davvero voglio credere a questo sciroccato, e se davvero potrei cambiare qualcosa, eventualità che non mi dispiacerebbe.
Alla fine chiedo:
"Se non uccido il Pelle Scura, potrei avere qualche beneficio immediato?"
Il ragazzino scrolla le spalle:
"Non posso assicurarti che le cose per te migliorerebbero o finirebbero male, però posso fare in modo che una parte del tuo essere profondo, la tua essenza, potrei dire, si conservi nei vari flussi temporali permettendoti di godere dei benifici futuri come se fossi tu stesso a viverli."
Fidarsi, oppure no? Ho passato un'intera vita a diffidare degli altri, ma negli occhi grigi di questo ragazzo leggo una verità che mi sembra difficilmente solo il frutto di una recita superlativa.
Perciò annuisco, scarico il fucile facendo cadere i proiettili per terra e poso l'arma sul pavimento.
Il ragazzo sorride, prende l'arma e sparisce sotto i miei occhi lasciandomi con la sola compagnia di qualche proiettile.
Mi volto e dalla finestra vedo la folla che si muove attorno alla macchina presidenziale lasciandola passare anche se con una certa difficoltà, vedo il Presidente salutare sorridendo felice, poi l'auto sfila via, la gente rimane per qualche minuto ancora ad acclamare poi lentamente si disperde.
E io vado via.
martedì 28 ottobre 2008
Ash Saseen
Seduto sul davanzale della finestra, osservo il panorama, la città ai miei piedi, la folla festante, un tripudio di auto, palloncini colorati, uomini, donne e bambini, tutti ammassati sulla strada, o meglio, ai bordi della larga strada principale, ad aspettare l'eletto, il loro Re personale, il Pelle Scura che ha vinto contro tutti i pronostici.
Il luogo prescelto per compiere il mio lavoro è vicino al tratto finale della sfilata in auto.
Mister president passerà di qui sotto tra meno di venti minuti e dopo, avrò tutto il tempo per fuggire indisturbato, anche perchè la maggior parte dei poliziotti in strada è al soldo del mio mandante.
Un lavoro pulito- a questa distanza ovviamente, chi si troverà al cospetto del Pelle Scura nell'auto scoperta verrà schizzato di sangue e materia cerebrale più qualche ossicino- rischioso ma non più di quelli che ho assolto negli anni precedenti alla Grande Riforma.
Prendo il fucile, non il mio, anche questo è un dono dei committenti e me ne sbarazzerò in seguito, osservo la strada e gente e o rovenditori di hot dog sulla strada, sotto di me, come riescano a incastrarsi così bene non riesco a capirlo, per un po' mi diverto a puntare questa o quel tizio, le teste ingigantite dal mirino telescopico, i visi sorridenti, me li immagino rattrappirsi in una smorfia sorpresa, prima di cadere, o forse no, forse rimarrebbero in piedi per qualche secondo, retti dalla folla, prima che la gente attorno si renda conto di quel che è successo e cerchi di fuggire via, inorridita e spaventata.
Bang, un bel colpo, una cosa rapida, sicuramente meglio delle malattie, della vecchiaia, delle prigioni e delle torture ormai quasi di norma dopo la solita Grande Riforma.
Ma sono una persona seria e faccio bene il mio lavoro e il mio lavoro oggi consiste nell'eliminare il Pelle Scura prima che si insedi ufficilamente nella Casa Bianca, per lasciare libero il posto a un più conforme Pelle Bianca come me.
Non lo faccio per odio, nè ho qualcuna di quelle altre manie che prendono tanto la gente in questi anni, come la religione o la supremazia di un'etnia rispetto a un'altra.
E' il mio lavoro.
Punto e basta.
I venti minuti sono passati, ma ho considerato il ritardo dovuto al traffico di gente che, se pur tenuta a bada dagli agenti, ostruisce a tratti la via come un grumo di grasso un'arteria, provocando un infarto o un ictus.
Io però sono sano e calmo, e quando compare l'auto inquadro il bersaglio col mirino.
La testa del Pelle Scura è al centro del mirino, mentre la guardo penso a campi di cotone, a schiavitù antiche e moderne, ai pregiudizi che, come diceva Einstein, sono più difficili da rompere di un atomo.
Sorriso, pronto a sparare.
E in quel momento, sento la voce alle mie spalle:
"Non farlo."
CONTINUA...
Il luogo prescelto per compiere il mio lavoro è vicino al tratto finale della sfilata in auto.
Mister president passerà di qui sotto tra meno di venti minuti e dopo, avrò tutto il tempo per fuggire indisturbato, anche perchè la maggior parte dei poliziotti in strada è al soldo del mio mandante.
Un lavoro pulito- a questa distanza ovviamente, chi si troverà al cospetto del Pelle Scura nell'auto scoperta verrà schizzato di sangue e materia cerebrale più qualche ossicino- rischioso ma non più di quelli che ho assolto negli anni precedenti alla Grande Riforma.
Prendo il fucile, non il mio, anche questo è un dono dei committenti e me ne sbarazzerò in seguito, osservo la strada e gente e o rovenditori di hot dog sulla strada, sotto di me, come riescano a incastrarsi così bene non riesco a capirlo, per un po' mi diverto a puntare questa o quel tizio, le teste ingigantite dal mirino telescopico, i visi sorridenti, me li immagino rattrappirsi in una smorfia sorpresa, prima di cadere, o forse no, forse rimarrebbero in piedi per qualche secondo, retti dalla folla, prima che la gente attorno si renda conto di quel che è successo e cerchi di fuggire via, inorridita e spaventata.
Bang, un bel colpo, una cosa rapida, sicuramente meglio delle malattie, della vecchiaia, delle prigioni e delle torture ormai quasi di norma dopo la solita Grande Riforma.
Ma sono una persona seria e faccio bene il mio lavoro e il mio lavoro oggi consiste nell'eliminare il Pelle Scura prima che si insedi ufficilamente nella Casa Bianca, per lasciare libero il posto a un più conforme Pelle Bianca come me.
Non lo faccio per odio, nè ho qualcuna di quelle altre manie che prendono tanto la gente in questi anni, come la religione o la supremazia di un'etnia rispetto a un'altra.
E' il mio lavoro.
Punto e basta.
I venti minuti sono passati, ma ho considerato il ritardo dovuto al traffico di gente che, se pur tenuta a bada dagli agenti, ostruisce a tratti la via come un grumo di grasso un'arteria, provocando un infarto o un ictus.
Io però sono sano e calmo, e quando compare l'auto inquadro il bersaglio col mirino.
La testa del Pelle Scura è al centro del mirino, mentre la guardo penso a campi di cotone, a schiavitù antiche e moderne, ai pregiudizi che, come diceva Einstein, sono più difficili da rompere di un atomo.
Sorriso, pronto a sparare.
E in quel momento, sento la voce alle mie spalle:
"Non farlo."
CONTINUA...
venerdì 17 ottobre 2008
Ash Saseen
E' il mio nome. Quello che leggete come titolo di questa nota, voglio dire.
E' anche il nome del mio mestiere.
Ultimamente le cose non vanno troppo bene, troppe guerre, troppi affari loschi.
La gente preferisce affidare quello che una volta era il mio lavoro a truppe specializzate o a organizzazioni che praticano l'eutanasia non volontaria da decenni.
Così, per sopravvivere devo accontentarmi di qualche lavoro di poco conto, aspettando paziente che ritorni un tempo florido.
Cosa faccio, mi chiedete?
Ora, mi occupo di eliminare barboni, immigrati clandestini e mignotte di varie nazionalità.
Certo anche qui la concorrenza è spietata, con le leggi che stanno applicando quelli del Nord vestiti di verde, immigrati e co. non hanno molte più speranze di restare qui, e se rimangono calndestinamente, intervengo io.
Sono casi rari, comunque, e non è che mi diverta particolarmente con queste prede.
Sono spaventate, malnutrite e non hanno la voglia o la forza di scappare, ma alcuni gruppi mi sfuggono grazie alla benevolenza delle Famiglie locali, che li accolgono nelle loro amorevoli braccia, o per mano di qualche imprenditore che associa l'aggettivo "nero" non solo al colore della pelle dell'eventuale operario ma anche al tipo di lavoro che esso svolge.
Un gran casino, tutti che cercano di inculare tutti, e io che cerco di tenermi fuori tiro.
Non ho padroni, mi piace lavorare per conto mio, ma proprio ieri mi è arrivata la chiamata di un tipo che funge da contatto con alcune Famiglie estere e che conosco per un lavoro di alcuni anni prima.
Ash, mi dice, come ti butta?
Fai come le uova e vai al sodo, replico io, seccato che il tipo si ricordi ancora del mio numero di cellulare.
Lui mi fa', ecco allora, voglio che tu faccia un lavoro per me, che poi sarebbe un lavoro per la Famiglia del Paese delle grandi opportunità, che lavora per un rispettabile cittadino e politicante di quello stesso Paese.
Penso di rifiutare ma che cavolo, la cifra che mi offrono è davvero molto elevata e potrei scegliermi il lavoro invece di arrabbattarmi con gli incarichi che racimolo.
E poi non è che mi leghi a qualcuno, in questo modo, no?
Così vado all'appuntamento che mi ha preso il tizio e ci incontro il committente o meglio, un amico del committente estero, che mi spiega cosa vogliono che io faccia per loro.
Tu ti occupi dei Pelle Scura, mi chiede e io, tra le altre cose.
Allora ecco un bel compito per te.
C'è un Pelle Scura da fare fuori. Un pezzo grosso.
Grosso quanto. chiedo.
Il tizio sorride.
Grosso come Giove. Un ostacolo per la carriera del mio amico di fuori.
Sai, mi dice, non va' per niente bene che un Pelle Scura come lui possa sedersi nella Casa Bianca.
Non ci piacciono i contrasti.
Li fisso, il tizio e l'amico, come se fossero impazziti.
Ma come potrei arrivare fino a Lui? chiedo ancora, scosso, e i due mi porgono un dischetto:
Qui ci sono tutte le indicazioni necessarie, mi dice il committente e poi, con un altro sorriso degno di una iena a cui sia andato di traverso il pasto mi chiede ancora:
Cos'è. hai paura?
No, replico veloce, ma in effetti spaventato lo sono.
Ma una parte di me è anche eccitata al pensiero di avere un lavoro del genere tra le mani.
E' pericoloso e non è detto che ne esca vivo ma che cavolo, non ho mai avuto nessuno intenzione di arrivare integro alla vecchiaia.
CONTINUA...
E' anche il nome del mio mestiere.
Ultimamente le cose non vanno troppo bene, troppe guerre, troppi affari loschi.
La gente preferisce affidare quello che una volta era il mio lavoro a truppe specializzate o a organizzazioni che praticano l'eutanasia non volontaria da decenni.
Così, per sopravvivere devo accontentarmi di qualche lavoro di poco conto, aspettando paziente che ritorni un tempo florido.
Cosa faccio, mi chiedete?
Ora, mi occupo di eliminare barboni, immigrati clandestini e mignotte di varie nazionalità.
Certo anche qui la concorrenza è spietata, con le leggi che stanno applicando quelli del Nord vestiti di verde, immigrati e co. non hanno molte più speranze di restare qui, e se rimangono calndestinamente, intervengo io.
Sono casi rari, comunque, e non è che mi diverta particolarmente con queste prede.
Sono spaventate, malnutrite e non hanno la voglia o la forza di scappare, ma alcuni gruppi mi sfuggono grazie alla benevolenza delle Famiglie locali, che li accolgono nelle loro amorevoli braccia, o per mano di qualche imprenditore che associa l'aggettivo "nero" non solo al colore della pelle dell'eventuale operario ma anche al tipo di lavoro che esso svolge.
Un gran casino, tutti che cercano di inculare tutti, e io che cerco di tenermi fuori tiro.
Non ho padroni, mi piace lavorare per conto mio, ma proprio ieri mi è arrivata la chiamata di un tipo che funge da contatto con alcune Famiglie estere e che conosco per un lavoro di alcuni anni prima.
Ash, mi dice, come ti butta?
Fai come le uova e vai al sodo, replico io, seccato che il tipo si ricordi ancora del mio numero di cellulare.
Lui mi fa', ecco allora, voglio che tu faccia un lavoro per me, che poi sarebbe un lavoro per la Famiglia del Paese delle grandi opportunità, che lavora per un rispettabile cittadino e politicante di quello stesso Paese.
Penso di rifiutare ma che cavolo, la cifra che mi offrono è davvero molto elevata e potrei scegliermi il lavoro invece di arrabbattarmi con gli incarichi che racimolo.
E poi non è che mi leghi a qualcuno, in questo modo, no?
Così vado all'appuntamento che mi ha preso il tizio e ci incontro il committente o meglio, un amico del committente estero, che mi spiega cosa vogliono che io faccia per loro.
Tu ti occupi dei Pelle Scura, mi chiede e io, tra le altre cose.
Allora ecco un bel compito per te.
C'è un Pelle Scura da fare fuori. Un pezzo grosso.
Grosso quanto. chiedo.
Il tizio sorride.
Grosso come Giove. Un ostacolo per la carriera del mio amico di fuori.
Sai, mi dice, non va' per niente bene che un Pelle Scura come lui possa sedersi nella Casa Bianca.
Non ci piacciono i contrasti.
Li fisso, il tizio e l'amico, come se fossero impazziti.
Ma come potrei arrivare fino a Lui? chiedo ancora, scosso, e i due mi porgono un dischetto:
Qui ci sono tutte le indicazioni necessarie, mi dice il committente e poi, con un altro sorriso degno di una iena a cui sia andato di traverso il pasto mi chiede ancora:
Cos'è. hai paura?
No, replico veloce, ma in effetti spaventato lo sono.
Ma una parte di me è anche eccitata al pensiero di avere un lavoro del genere tra le mani.
E' pericoloso e non è detto che ne esca vivo ma che cavolo, non ho mai avuto nessuno intenzione di arrivare integro alla vecchiaia.
CONTINUA...
martedì 14 ottobre 2008
Vita o non vita?
Cosa distingue un essere umano vivo da una persona non viva?
Cioè, se mi schianto con l'auto e mi salvano ma cado in coma e finisco per essere dipendente da una macchina, sono ancora degno di venir indicato come essere umano?
Se una malattia degenerativa mi consuma togliendomi libertà di movimento, di pensiero e di interazione col mondo, posso considerare questa un'esistenza degna di essere vissuta?
Quando si parla della sacralità della vita e si mette in campo Dio contro la scienza, come dovremmo giudicare il fatto che una persona si salva da malattie, incidenti o respira, anche se in coma profondo, solo ed esclusivamente grazie all'ausilio di macchine e di cure che finiscono per accanirsi contro la dignità della persona pur di tenerlo legato a una vita che non da' e non toglie nulla?
Se il Dio tanto spesso invocato ferma l'auto che sta per schiantarsi, o guarisce la persona colpita da una malattia degenerativa o mortale prima che ella soccomba a queste situazioni, allora possiamo parlare di miracolo e di una continuità di uno stato naturale, anche se l'intervento divino dovrebbe essere considerato soprannaturale...
Ma quale misericordia e naturalità ci possono essere in un uomo, una donna o un bambino legate a macchine che lo fanno respirare, o sottoposto a continui esami e somministrazione di droghe e altre sostanze chimiche per impedire l'avanzamento inevitabile di malattie e altre rogne?
Certo, bisogna tenere conto della volontà delle persone.
Se hanno deciso di lottare per salvarsi, o restano aggrappate alla loro esistenza nonostante i sacrifici e le sofferenze, tanto di cappello al loro coraggio e alla loro forza.
Ma bisogna tenere conto allo stesso modo chi invece questa forza e questo coraggio non li hanno, o più semplicemente, rifiutano di legarsi a qualcosa che forse li fa' respisare ma impedisce loro di vivere.
Cioè, se mi schianto con l'auto e mi salvano ma cado in coma e finisco per essere dipendente da una macchina, sono ancora degno di venir indicato come essere umano?
Se una malattia degenerativa mi consuma togliendomi libertà di movimento, di pensiero e di interazione col mondo, posso considerare questa un'esistenza degna di essere vissuta?
Quando si parla della sacralità della vita e si mette in campo Dio contro la scienza, come dovremmo giudicare il fatto che una persona si salva da malattie, incidenti o respira, anche se in coma profondo, solo ed esclusivamente grazie all'ausilio di macchine e di cure che finiscono per accanirsi contro la dignità della persona pur di tenerlo legato a una vita che non da' e non toglie nulla?
Se il Dio tanto spesso invocato ferma l'auto che sta per schiantarsi, o guarisce la persona colpita da una malattia degenerativa o mortale prima che ella soccomba a queste situazioni, allora possiamo parlare di miracolo e di una continuità di uno stato naturale, anche se l'intervento divino dovrebbe essere considerato soprannaturale...
Ma quale misericordia e naturalità ci possono essere in un uomo, una donna o un bambino legate a macchine che lo fanno respirare, o sottoposto a continui esami e somministrazione di droghe e altre sostanze chimiche per impedire l'avanzamento inevitabile di malattie e altre rogne?
Certo, bisogna tenere conto della volontà delle persone.
Se hanno deciso di lottare per salvarsi, o restano aggrappate alla loro esistenza nonostante i sacrifici e le sofferenze, tanto di cappello al loro coraggio e alla loro forza.
Ma bisogna tenere conto allo stesso modo chi invece questa forza e questo coraggio non li hanno, o più semplicemente, rifiutano di legarsi a qualcosa che forse li fa' respisare ma impedisce loro di vivere.
venerdì 10 ottobre 2008
MISTER PAURA.com
Salve, come vi va la vita? Bene, dite? Ne siete proprio sicuri? Voglio dire, so che avete un lavoro,ma con la crisi odierna... Riduzioni del personale, necessarie al bene comune, forse a scapito di pochi ì. E sei voi foste quei pochi? E la famiglia? Un partner fedele, figli educati, studiosi... Per ora. Eh sì, perchè un domani potreste trovarvi di fronte degli adolescenti con l'orecchino al naso e i capelli tinti di viola, anti capitalisti ma capaci di esautorare le casse di casa con la velocità di un lampo. E il partner? Fedele, sì, ma con la crisi dei quarant'anni... La segretaria gentile, che lo capisce tanto bene, l'istruttore di tennis, che sa cogliere la palla al balzo... Va bene, ma almeno, dite, abitate in una città sicura. Sicura? Ma vi siete visti attorno? Immigrati ovunque, stranieri che si insinuano più o meno legalmente all'interno delle vostre attività sociali ed economiche. Fanatici religiosi che osano ardire la costruzione di luoghi di culto personali, ambulanti che chiedono l'elemosina e intralciano il cammino dei civili cittadini a piedi, quelli che imbrattano i vetri delle vostre auto o vi lanciano fazzoletti di carta di marca cinese attraverso i finestrini intralciando il traffico delle auto degli onesti cittadini, quelli che chiedono asilo politico e poi spacciano nelle vie del centro, magari vendendo schifezze ai vostri figli...
E poi i mafiosi locali, quelli che non denuncerete mai perchè vi hanno aiutato a trovare il lavoro- ma non a conservarlo- o perchè sono amici del sindaco, o sono il sindaco, o il presidente del consiglio...
E poi le malattie. Vi rendete conto di quanto siete fragili? Di quante cose possono capitarvi, di quante schifezze mangiate e bevete, e respirate? E dove potreste scappare? Su Marte?
E gli incidenti? Visto mai che uscite di casa e un pazzo ubriaco a bordo del suo SUV - acronimo per stupid ugly veicle- vi viene addosso strappandovi la calotta cranica, se siete fortunati altrimenti potreste sopravvivere ma rimanere immobilizzati a vita. E poi, tristi e tetraplegici, trovarvi nella corsia della infermiera che pratica eutanasia a tutti i poveri sfortunati del reparto, anche quelli contrari alla dolce morte...
E che dire del pericolo nucleare, della guerra fredda sempre più calda?
Insomma, di cosa dovreste essere sicuri? Il mondo è diventato un cesso e va a rotoli.
Abbiate paura.
E poi i mafiosi locali, quelli che non denuncerete mai perchè vi hanno aiutato a trovare il lavoro- ma non a conservarlo- o perchè sono amici del sindaco, o sono il sindaco, o il presidente del consiglio...
E poi le malattie. Vi rendete conto di quanto siete fragili? Di quante cose possono capitarvi, di quante schifezze mangiate e bevete, e respirate? E dove potreste scappare? Su Marte?
E gli incidenti? Visto mai che uscite di casa e un pazzo ubriaco a bordo del suo SUV - acronimo per stupid ugly veicle- vi viene addosso strappandovi la calotta cranica, se siete fortunati altrimenti potreste sopravvivere ma rimanere immobilizzati a vita. E poi, tristi e tetraplegici, trovarvi nella corsia della infermiera che pratica eutanasia a tutti i poveri sfortunati del reparto, anche quelli contrari alla dolce morte...
E che dire del pericolo nucleare, della guerra fredda sempre più calda?
Insomma, di cosa dovreste essere sicuri? Il mondo è diventato un cesso e va a rotoli.
Abbiate paura.
venerdì 3 ottobre 2008
LIBERTA', CHE BELTA'
Sono uno spirito pratico. Non credo nelle parole se vengono usate solo per costruire parafrasi che colmino vuoti spirituali ed emotivi. La parola libertà è una delle più udite, sfruttate come le prostitute per strada, e i magnaccia per la maggior parte delle volte sono politici che fanno largo utilizzo di una parola di cui non conoscono il significato intrinseco.
Cosa vuol dire essere liberi?
Di certo è positivo poter esprimere la propria opinione, come me adesso, e accettare critiche od opinioni contrari, che non mi serviranno a cambiare idea ma sicuramente a vedere le cose sotto un profilo diverso, e magari ad aprirmi nuovi orizzonti.
E' importante altresì la libertà di voto- ma non serve se alla fine sono i politici stessi che si scelgono il rappresentante per il parlamento e il senato, vedi legge elettorale ora in vigore in Italia.
E' indispensabile che ogni cittadino abbia libertà di scegliere il proprio indirizzo politico ma non è giusto che chi ha tendenze fasciste o pseudo dittatoriali- e per esempio chiede l'immunità anche se è già sotto processo e dovrebbe dare il buon esempio tanto maggiormente quanto più alta è la carica che ricopre, invece di fuggire vigliaccamente per non pagare il proprio debito alla società- utilizzi la libertà democratica del proprio Paese per esercitare restrizioni ai danni di altri cittadini o anche nei confronti di chi cittadino legalmente non è e non per propria colpa- vedi leggi sull'immigrazione e di come cazzo sia impossibile avere permesso di soggiorno, lavoro e casa e quindi diventare regolare.
E' normale scegliere il proprio partner secondo le proprie esigenze sessuali ed emotive, e a meno di non usare coercizione o violenza, o approfittare di persone incapaci di intendere e volere o troppo piccole per capire, si deve lasciare a ogni persona il diritto di vivere la propria vita relazionale e sessuale come più e con chi più gli aggrada.
E' normale anche, entro certi limiti, che si voglia credere in qualcosa di spirituale, superiore all'Uomo, che si voglia chiamare Dio o come vi pare, e dovrebbe essere tutelata, come dice la nostra Costituzione, la libertà di credo, ma penso, e scusate se sono atea, che la fede sia più una questione personale e mai, MAI deve essere usata per costringere altre persone a credere nella stessa religione, o a seguire dogmi che non hanno nulla di naturale e che per questo dovrebbero dimostrare la loro inesattezza, giacché se un creatore esiste, dovrebbe accettare che l'uomo è un animale con impulsi animali, e accettare che si faccia sesso anche fuori dal matrimonio o che le donne vadano in giro senza ricoprirsi con mantelli, veli, e tutta un'altra serie di cazzate tessili e che se io voglio morire mi si deve lasciare la libertà di farlo specie se sto soffrendo inutilmente per una malattia incurabile o decidere, se sono donna, di gestire la mia maternità o meno.
Chi parla di libertà dovrebbe in primo luogo capire che essa è di difficile gestione, che solo persone mature e responsabili sapranno farlo senza dover usare leggi troppo costrittive, perchè ogni limitazione distrugge la libertà e bisogna anche accettare i pericoli della democrazia.
O volete davvero vivere in un regime?
Per alcuni potrebbe essere unbel sogno da realizzare, ma mi piacerebbe sapere se queste persone lo desidererebbero davvero ancora tanto se fossero dalla parte sbagliata della barricata- vedi minoranze etniche, religiose, sessuali, dittature militari etc. etc.
Cosa vuol dire essere liberi?
Di certo è positivo poter esprimere la propria opinione, come me adesso, e accettare critiche od opinioni contrari, che non mi serviranno a cambiare idea ma sicuramente a vedere le cose sotto un profilo diverso, e magari ad aprirmi nuovi orizzonti.
E' importante altresì la libertà di voto- ma non serve se alla fine sono i politici stessi che si scelgono il rappresentante per il parlamento e il senato, vedi legge elettorale ora in vigore in Italia.
E' indispensabile che ogni cittadino abbia libertà di scegliere il proprio indirizzo politico ma non è giusto che chi ha tendenze fasciste o pseudo dittatoriali- e per esempio chiede l'immunità anche se è già sotto processo e dovrebbe dare il buon esempio tanto maggiormente quanto più alta è la carica che ricopre, invece di fuggire vigliaccamente per non pagare il proprio debito alla società- utilizzi la libertà democratica del proprio Paese per esercitare restrizioni ai danni di altri cittadini o anche nei confronti di chi cittadino legalmente non è e non per propria colpa- vedi leggi sull'immigrazione e di come cazzo sia impossibile avere permesso di soggiorno, lavoro e casa e quindi diventare regolare.
E' normale scegliere il proprio partner secondo le proprie esigenze sessuali ed emotive, e a meno di non usare coercizione o violenza, o approfittare di persone incapaci di intendere e volere o troppo piccole per capire, si deve lasciare a ogni persona il diritto di vivere la propria vita relazionale e sessuale come più e con chi più gli aggrada.
E' normale anche, entro certi limiti, che si voglia credere in qualcosa di spirituale, superiore all'Uomo, che si voglia chiamare Dio o come vi pare, e dovrebbe essere tutelata, come dice la nostra Costituzione, la libertà di credo, ma penso, e scusate se sono atea, che la fede sia più una questione personale e mai, MAI deve essere usata per costringere altre persone a credere nella stessa religione, o a seguire dogmi che non hanno nulla di naturale e che per questo dovrebbero dimostrare la loro inesattezza, giacché se un creatore esiste, dovrebbe accettare che l'uomo è un animale con impulsi animali, e accettare che si faccia sesso anche fuori dal matrimonio o che le donne vadano in giro senza ricoprirsi con mantelli, veli, e tutta un'altra serie di cazzate tessili e che se io voglio morire mi si deve lasciare la libertà di farlo specie se sto soffrendo inutilmente per una malattia incurabile o decidere, se sono donna, di gestire la mia maternità o meno.
Chi parla di libertà dovrebbe in primo luogo capire che essa è di difficile gestione, che solo persone mature e responsabili sapranno farlo senza dover usare leggi troppo costrittive, perchè ogni limitazione distrugge la libertà e bisogna anche accettare i pericoli della democrazia.
O volete davvero vivere in un regime?
Per alcuni potrebbe essere unbel sogno da realizzare, ma mi piacerebbe sapere se queste persone lo desidererebbero davvero ancora tanto se fossero dalla parte sbagliata della barricata- vedi minoranze etniche, religiose, sessuali, dittature militari etc. etc.
martedì 16 settembre 2008
Eternità, sacralità,bestialità varie
Niente è eterno o dura per sempre. Avete presente le leggi della termodinamica? La conservazione dell'energia dice che nulla si CREA e nulla si DISTRUGGE ma tutto si trasforma. Noi non diventeremo anime a spasso di una nuova ubicazione dopo la morte. Non ci saranno file col biglietto numerico in mano come al supermercato e un bancone dove, una volta arrivati, un solerte impiegato ci dirà se ci spetta l'inferno o il paradiso. Non ci saranno tunnel e luci e parenti e amici e amori ad aspettarci. Saremo carne in decomposizione, e poi ossa, e poi polvere. Ciò che siamo stati sopravviverà solo nella memoria di chi ci ha amato, o nei libri di storia se siamo stati protagonisti di qualche gesta, o nelle classifiche dei dischi o dei libri più venduti. La memoria è il nostro lascito testamentario.
Nulla è sacro. Non nasciamo per volere divino, non ci sono divinità che organizzano la nostra evoluzione. La vita è BELLA, è BREVE, è difficile o facile, monotona o agitata, non voluta e odiata o amata. Ma non è SACRA. Se qualcosa di sacro c'è, è da riferire al fatto che la nostra esistenza è una meraviglia naturale che ci permette( o permetterebbe,se usassimo più il buon senso) di godere dei fenomeni naturali, della compagnia di altre persone, del piacere e del dolore.
Con questo non voglio dire che bisogna considerare inutile vivere. Anzi, proprio perchè non c'è un supporto divino che spieghi la nostra presenza nel cosmo, dobbiamo considerarci davvero privilegiati, specie se pensiamo che siamo anche capaci di apprezzare e valorizzare la Natura con le varie forme di arte.
Il SACRO è nella semplicità e contemporaneamente nella complessità della VITA.
Smettete di ritenervi intoccabili perchè figli di DIO.
Se anche Dio esistesse- e per me non esiste- se fosse un vero e bravo padre dovrebbe lasciare la libertà decisionale ai propri figli ma anche aiutarli nei momenti di difficoltà, e considerare sacra allo stesso modo la vita di chi nasce e di chi viene mandato a combattere in guerra rischiando l'esistenza per interessi altrui o falsi ideali.
Nulla è sacro. Non nasciamo per volere divino, non ci sono divinità che organizzano la nostra evoluzione. La vita è BELLA, è BREVE, è difficile o facile, monotona o agitata, non voluta e odiata o amata. Ma non è SACRA. Se qualcosa di sacro c'è, è da riferire al fatto che la nostra esistenza è una meraviglia naturale che ci permette( o permetterebbe,se usassimo più il buon senso) di godere dei fenomeni naturali, della compagnia di altre persone, del piacere e del dolore.
Con questo non voglio dire che bisogna considerare inutile vivere. Anzi, proprio perchè non c'è un supporto divino che spieghi la nostra presenza nel cosmo, dobbiamo considerarci davvero privilegiati, specie se pensiamo che siamo anche capaci di apprezzare e valorizzare la Natura con le varie forme di arte.
Il SACRO è nella semplicità e contemporaneamente nella complessità della VITA.
Smettete di ritenervi intoccabili perchè figli di DIO.
Se anche Dio esistesse- e per me non esiste- se fosse un vero e bravo padre dovrebbe lasciare la libertà decisionale ai propri figli ma anche aiutarli nei momenti di difficoltà, e considerare sacra allo stesso modo la vita di chi nasce e di chi viene mandato a combattere in guerra rischiando l'esistenza per interessi altrui o falsi ideali.
giovedì 14 agosto 2008
Siamo sicuri. Di stare bene???
La gente cammina per le strade della città e si sente un vero cittadino del mondo. Nessuna oscenità come buste di immondizia sparse per terra turba la loro visuale. Nessuna mignotta senegalese o nigeriana a instillare dubbi nelle menti delle mogli e compagne e un lieve fremito sotto la cintola in mariti e compagni. Nessun povero barbone a rovistare nei cassonetti o a chiedere l'elemosina con il suo barattolo arrugginito. Nessun rompiscatole che parla dopo le undici di sera nei parchi cittadini, e se lo fa' parla sottovoce, tanto si può essere al massimo in due, si fanno i turni, oggi tocca a Michele e Floriana domani Cinzia e Riccardo, no, Renato. Pace e sicurezza dunque.I bravi e onesti cittadini pensano: se non c'è monnezza significa che ora la raccolta funziona. Se non ci sono mignotte significa che sono tutte diventate parrocchiane convertite alla santa religione locale o rimandate a casa loro, dove hanno ritrovato i loro cari e hanno capito lo sbaglio compiuto fuggendo per rincorrere inutili sogni di celebrità. Se non ci sono più schiamazzi è perchè i giovani sono diventati ragazzi educati e capiscono quanto dia fastidio la loro esuberante vitalità e il piacere di stare in compagnia a chi non ha più sogni, nè ambizioni nè sentimenti umani da condividere. Invece, osservando oltre la patinata e finta realtà rappresentata, si vede che: la monnezza c'è ancora, nascosta in periferia tanto i poveracci che ci vivono non possono protestare se no giù mazzate e carcere. In parte è smistata in altri Paesi o regioni, che però chiedono in cambio di poter lasciare in loco la loro merda tossica o si fanno pagare più di quanto pagheremmo se dovessimo attivare una raccolta efficiente e non in mano mafiose.I barboni sono nei cpt con gli immigrati o mandati in Africa tanto lì i poveri sono una norma e non li vede nessuno, peggio che qua. Le nigeriane, senegalesi, romene e polacche sono state riaffidate ai loro magnaccia con la raccomandazione di tenerle in luoghi ove possano esercitare senza offendere il senso del pudore dei comuni cittadini, che poi pagheranno la giusta quota per un po' di sesso frettoloso. Al massimo vengono spedite in Africa con i barboni e lì picchiate, stuprate, costrette a lavorare come schiave però tranquillamente alla luce del sole, tanto non si offende nessuno. I ragazzi che cercano di incontrarsi in gruppi più numerosi di due persone occupano posti sporchi e maleodoranti pur di esercitare liberamente il loro diritto a vedersi con gli amici e anche a schiamazzare, aspettando pazienti che la scuola ricominci così da radunarsi nei cortili degli istituti.
Chi vuole vedere il lato positivo delle cose stia attento anche alle zone d'ombra, prima che spiriti crepuscolari e inquieti tornino da un passato nemmeno troppo lontano e fagocitino quanto di più umano è rimasto in noi.
Chi vuole vedere il lato positivo delle cose stia attento anche alle zone d'ombra, prima che spiriti crepuscolari e inquieti tornino da un passato nemmeno troppo lontano e fagocitino quanto di più umano è rimasto in noi.
domenica 10 agosto 2008
Il discorso di Luc
Torno al mio mondo, dopo essere sceso tra voi a seminare il dubbio nelle vostre menti statiche.
Sarò sempre al vostro fianco quando avrete bisogno di capire, di ascoltare, di cambiare punto di vista. Smettetela di pregare. Quelle mani giunte in un gesto di implorazione, apritele per stringere altre, per costruire il vostro mondo. Smettetela di credere che le ingiustizie non esistono solo perchè non vi toccano. Non esiste nessun Dio che possa aiutarci o punirci. Siete i soli artefici dei vostri sogni e incubi. Siate liberi di rendervi felici.
Sarò sempre al vostro fianco quando avrete bisogno di capire, di ascoltare, di cambiare punto di vista. Smettetela di pregare. Quelle mani giunte in un gesto di implorazione, apritele per stringere altre, per costruire il vostro mondo. Smettetela di credere che le ingiustizie non esistono solo perchè non vi toccano. Non esiste nessun Dio che possa aiutarci o punirci. Siete i soli artefici dei vostri sogni e incubi. Siate liberi di rendervi felici.
giovedì 24 luglio 2008
Under under under ground
Lo so. C'è chi sta peggio di me. Chi soffre per malattie incurabili o croniche e degenerative, chi vive in un Paese in guerra o in cui è lecita qualunque altra forma di tortura, chi è rimasto solo o viene isolato. Sì, ci sono vari gradi di sofferenza, dolore e angoscia, nel mondo. E io sono depresso. Per cosa? Non lo so. Sono nato depresso. Sono così giù di morale che mi sono autodefinito il Lucifero delle emozioni, nel senso che più in basso di così non posso cadere. O forse, se mi dessero una pala, scaverei. E se mi dessero una corda non la userei per risalire, nooo. Mi ci impiccherei, probabilmente.Eh, sì, sono proprio messo male. Voi vi chiederete, magari se trovassi un'anima gemella, una persona con cui condividere questo dolore dell'anima. Sì, ho amici e una fidanzata. Ma non so fino a quando. Perchè il mio male interiore si proietta sugli altri, forma una patina nera, uno scudo insormontabile che mi divide da chi mi vuole bene e allontana quelli a cui volentieri vorrei bene. Io non mi limito a bruciare i ponti alle mie spalle, lo faccio con le persone che ancora cercano di attraversarlo. Sì, forse è un po' colpa mia. No, è sicuramente anche una mia responsabilità se finisco per soffrire più di quanto sia lecito. Ma come faccio a uscire da questa situazione? Questo buco nero che consuma le mie energie emotive e mentali crea un orizzonte degli eventi da cui è impossibile fuggire. O forse il modo c'è? Se riuscissi a non pensare a me come una singolarità nuda e unica del cosmo... Sì forse ci riesco. Se qualcuno mi aiuta...
martedì 22 luglio 2008
ETIMOLOGICA
Apatia: letteralmente senza sofferenza. Ciò indica chiaramente lo stato emotivo della persona colpita da apatia. Se non si riesce a soffrire, se non si prova nè gioia nè dolore i casi sono due: o si è morti o si è apatici. Che poi una persona apatica è come se fosse morta, no? E posso capire qualche momento di defaillance, ma stati apatici continui e cronici NON SONO NORMALI. A questo proposito, se vi trovate a vivere o convivere periodicamente con persone apatiche provate con questo metodo: prendete il soggetto che non soffre, mettetelo con la testa nell'acqua e tenetecelo fino a quando il tipo non diventerà cianotico. A quel punto fatelo respirare e chiedetegli cosa ha desiderato in quei minuti di apnea. Se risponde RESPIRARE vuol dire che è guarito, altrimenti rimettetelo in acqua.
Dal libro Piscologia e cavoli vari, della professoressa Grazia Alcazzo
Dal libro Piscologia e cavoli vari, della professoressa Grazia Alcazzo
martedì 8 luglio 2008
Ego, schiavitù e varie altre cose
C'è chi critica la società, come se non ne facesse parte, e invece di fare qualcosa per cambiare almeno la parte di competenza, fugge cercando consolazione nella solitudine o, appunto, nella critica. Questo è egoismo puro al 100% e non giustificato certo da un qualche imput darwiniano di convenienza. Mi spiego: l'egoismo in certa misura fa parte della natura degli esseri viventi, ma chi non fa nemmeno il minimo sforzo per andare incontro alle persone e alle loro esigenze, chi si traveste del manto di cavaliere errante per coprire i propri misfatti, le proprie reticenze a prendere ogni minima responsabilità, a seguire un minimo impegno, non solo è egoista, è pure idiota.
C'è chi si definisce libero dalla massa ma è schiavo di convenzioni, pregiudizi, credenze religiose, schemi prefissati e rigidi.
C'è chi è rinchiuso in una cella di un metro per due, al buio e/o solo, eppure resta libero dentro, ben cosciente che il suo pensiero può continuare a vagare nei siderei spazi intercosmici, sicuro che le sue idee sono eterne e perciò indistruttibili.
Non importa se non sei chiuso in cella, se poi la tua prigione te la costruisci da solo intorno.
Se ti isoli dagli altri credendoti superiore.
Se sputi su concetti quali la sincerità e la lotta per la libertà.
Siete un vicolo cieco, sappiatelo. Siete incatenati da ceppi che nessuna chiave al mondo potrà aprire, se non la consapevolezza di essere individui che devono condividere l'esistenza con altre persone, e che almeno ci è stata data la facoltà, se si è dotati di un minimo di buon senso, di scegliere queste persone in base al rispetto e alla stima e all'affetto che si possono condividere e che ci renderanno davvero liberi e maturi.
C'è chi si definisce libero dalla massa ma è schiavo di convenzioni, pregiudizi, credenze religiose, schemi prefissati e rigidi.
C'è chi è rinchiuso in una cella di un metro per due, al buio e/o solo, eppure resta libero dentro, ben cosciente che il suo pensiero può continuare a vagare nei siderei spazi intercosmici, sicuro che le sue idee sono eterne e perciò indistruttibili.
Non importa se non sei chiuso in cella, se poi la tua prigione te la costruisci da solo intorno.
Se ti isoli dagli altri credendoti superiore.
Se sputi su concetti quali la sincerità e la lotta per la libertà.
Siete un vicolo cieco, sappiatelo. Siete incatenati da ceppi che nessuna chiave al mondo potrà aprire, se non la consapevolezza di essere individui che devono condividere l'esistenza con altre persone, e che almeno ci è stata data la facoltà, se si è dotati di un minimo di buon senso, di scegliere queste persone in base al rispetto e alla stima e all'affetto che si possono condividere e che ci renderanno davvero liberi e maturi.
giovedì 19 giugno 2008
Una voce nel deserto
So che non otterrò molto anche riempiendo di denunce più o meno esplicite questo diario virtuale, ma almeno mi sfogo.
Non credo nemmeno di essere infallibile o onnisciente, certi deliri di onnipotenza li lascio ai bandanani che infestano il clima politico e ai loro vari accoliti.
Ritengo inoltre che un tentativo di svegliare coscienze o condividere opinioni out sia sempre utile, anche solo per evitare di sentirsi troppo soli a predicare nel deserto.
D'altronde la mia non vuole essere affatto una predica ma un semplice modo di sfogarmi, appunto.
La situazione sia nazionale che globale sembra stia andando a rotoli, insomma siamo dominati da cessi, per usare un comodo eufemismo.
La gente trova più semplice credere alle favole mediatiche che risolvere i problemi, anche i più semplici, in prima persona.
Fatevelo dire da una che lotta giornalmente per sopravvivere: è meglio campare come un beggar ma almeno che si abbia il coraggio di guardarsi nello specchio ogni mattina.
Ecco perchè ho sviluppato questo blog, un bloggar, appunto, cioè il blog di una beggar.
Spero che qualcuno mi ascolti e condivida il mio desiderio di fare qualcosa.
A volte il deserto cela interessanti forme di vita
Non credo nemmeno di essere infallibile o onnisciente, certi deliri di onnipotenza li lascio ai bandanani che infestano il clima politico e ai loro vari accoliti.
Ritengo inoltre che un tentativo di svegliare coscienze o condividere opinioni out sia sempre utile, anche solo per evitare di sentirsi troppo soli a predicare nel deserto.
D'altronde la mia non vuole essere affatto una predica ma un semplice modo di sfogarmi, appunto.
La situazione sia nazionale che globale sembra stia andando a rotoli, insomma siamo dominati da cessi, per usare un comodo eufemismo.
La gente trova più semplice credere alle favole mediatiche che risolvere i problemi, anche i più semplici, in prima persona.
Fatevelo dire da una che lotta giornalmente per sopravvivere: è meglio campare come un beggar ma almeno che si abbia il coraggio di guardarsi nello specchio ogni mattina.
Ecco perchè ho sviluppato questo blog, un bloggar, appunto, cioè il blog di una beggar.
Spero che qualcuno mi ascolti e condivida il mio desiderio di fare qualcosa.
A volte il deserto cela interessanti forme di vita
martedì 17 giugno 2008
Trova l'errore
Nei vari post sono seminati vari errori-orrori- ortografici, chi lo scopre non riceverà alcun premio ma mi permetterà di fare finta di averlo fatto apposta per testare l'intelligenza delle masse che sicuramente affluiscono a questo blog.....
sabato 14 giugno 2008
Con Tra Di T Torio
Con: preposizione articolata
Tra: Vedi Sopra
Di: Preposizione semplice
T: Lettera dell'alfabeto
Torio: Elemento chimico, numero atomico 90 simbolo Th
Messe insieme tutte queste parole formano un'altra parola di senso compiuto che significa:
Ogni scusa è buona per non sentire la verità e per partecipare a qualche show televisivo
Tra: Vedi Sopra
Di: Preposizione semplice
T: Lettera dell'alfabeto
Torio: Elemento chimico, numero atomico 90 simbolo Th
Messe insieme tutte queste parole formano un'altra parola di senso compiuto che significa:
Ogni scusa è buona per non sentire la verità e per partecipare a qualche show televisivo
Sempre a proposito di bambini...
Fin da quando sono in grado di ragionare- si fa per dire...- istruiamo i nostri piccoli amorucci di figli a dire la verità. Nel contempo li convinciamo nell'esistenza di qualche Dio, costringendoli- parlo per quelli della nostra religione - a frequentare corsi di lavaggio del cervello conosciuti come catechismo, e a credere altresì in un ciccione vestito di rosso che traina, assieme alla sua slitta portata da renne, anche una buona parte dell'economia mondiale nel periodo che va da fine ottobre a metà gennaio, col culmine nei giorni precedenti il 25 dicembre, che per chi non lo sapesse era la festa di un'altra divinità e del Sole invitto, cioè vittorioso sulle tenebre giacchè, passato il solstizio invernale, Esso riprende potere e forza nel mondo, e che dunque nulla a che fare, se non simbolicamente, con un povero Cristo crocefisso, se pure è mai esistito un tizio del genere. E va' be... Passiamo pure oltre a queste cose, e continuiamo con l'educazione alla Verità impartita ai figli. A parte Dio e annessi, si convincono i pargoli dell'esistenza di varie creature, dalla fata dei dentini, che quando cadono ti lasciano in dono sotto il cuscino un bel biglietto da cinque euro, se non di valore maggiore, all'Uomo Nero che ti ghermisce di notte se ti comporti male, cioè se non ti comporti come vogliono gli adulti, così da risparmiare a questi il fastidio di donarti un'educazione migliore per cui ci vuole sicuramente più impegno e costanza, e si impartiscono anche lezioni su credenze come quella che vede imputati soprattutto gli atti di autoerotismo, sempre condannnati come cose sporche anzi, spesso l'intera gamma degli atti sessuali viene condannata a cosa da fare di nascosto, preferibilmente al buio delle nostre stesse coscienze.
Capisco che per un genitore è altresì difficile educare un figlio, e che spesso anche i genitori migliori sbagliano e hanno figli che io personalmente sbatterei volentieri fuori di casa.
Ma visto che ultimamente si parla tanto di contradditorio- per me una gran cazzata, ma di questo parlerò in seguito...-quando si cresce un figlio si dovrebbe sia narrar favole che parlare di scienza.
Insegniamo ai bambini che si può anche credere in un Essere supremo che si è trastullato con la creazione del mondo, ma parliamo anche loro della magia della Natura, della sua forza, delle meraviglie che si celano nei fenomeni fisici, chimici, biologici, e che si manifestano come Vita in tutte le sue forme.
Educhiamoli a PENSARE, a questi figli!
Capisco che per un genitore è altresì difficile educare un figlio, e che spesso anche i genitori migliori sbagliano e hanno figli che io personalmente sbatterei volentieri fuori di casa.
Ma visto che ultimamente si parla tanto di contradditorio- per me una gran cazzata, ma di questo parlerò in seguito...-quando si cresce un figlio si dovrebbe sia narrar favole che parlare di scienza.
Insegniamo ai bambini che si può anche credere in un Essere supremo che si è trastullato con la creazione del mondo, ma parliamo anche loro della magia della Natura, della sua forza, delle meraviglie che si celano nei fenomeni fisici, chimici, biologici, e che si manifestano come Vita in tutte le sue forme.
Educhiamoli a PENSARE, a questi figli!
Lasciate che i bambini vengano a me.Poi chiamate pure il telefono azzurro
Diciamoci la verità, a me i bambini non piacciono particolarmente. Tranne quegli degli altri, i neonati- sempre degli altri- e quelli docili che se appena gli abbai un po' contro, scodinzolando chiedendo pietà.
Ci siamo capiti.
Eppure, senza alcun desiderio di menarmene vanto, posso dire che rispetto i cuccioli d'uomo più di tanti osannanti rappresentanti della sacra trinità Patria Dio Famiglia, che poi non ho capito se la famiglia che intendono loro è quella con la effe maiuscola o minuscola, comunque...
Il rispetto, dicevo, il mio personale, si esprime in questi modi:
Quando parlo a un bambino, anche molto piccolo, non uso toni da Pucci pucci amore cuccioli fuffi fuffi!, come fanno molti miei conoscenti che sembrano parlare più a un cane che a un essere umano.
Mi rivolgo sempre a loro in prima persona se sono presenti e mai indirettamente come quando i genitori dicono Certo che Ciccino potrebbe anche aggiustarsi la stanza da solo, ormai è grande!
Tra l'altro il bambino è grande quando deve fare qualcosa di noioso, e piccolo quando invece ci sarebbe da divertirsi e gli è negato accedere al divertimento di cui sopra.
Se mi rompono le balle lo dico chiaro e tondo oppure li spingo a fare qualcosa che li distragga dal compito di rompermi le balle, cioè dedico loro la mia attenzione, invento dei giochi o, se sono più grandi e smaliziati, me li porto in escursione così che a fine giornata sono così stanchi da stramazzare al suolo.
Invece la maggior parte dei miei conoscenti ha nei confronti dei figli due atteggiamenti preponderanti: o li crescono tra urla, coccole ipertrofiche e sedute davanti la tele e la play in modo che loro, gli adulti, possano dedicarsi ai loro fattacci, oppure gli stanno addosso come la morte sui giovani, prevenendo ogni loro richiesta, anche quella che i pupi non si sono nemmeno sognati di formulare nelle loro testoline vuote, provocando reazioni dalla ribellione aperta e luciferina, alla sottomissione da imbecille che crescerà tra problemi sessuali e difficoltà nelle relazioni sociali, sopratutto se maschio.
Insomma, non dico che si possa nascere come genitori perfetti, ma almeno lasciate che i vostri pargoli scelgano da soli le seghe mentali con cui rovinarsi il cervello.
Ci siamo capiti.
Eppure, senza alcun desiderio di menarmene vanto, posso dire che rispetto i cuccioli d'uomo più di tanti osannanti rappresentanti della sacra trinità Patria Dio Famiglia, che poi non ho capito se la famiglia che intendono loro è quella con la effe maiuscola o minuscola, comunque...
Il rispetto, dicevo, il mio personale, si esprime in questi modi:
Quando parlo a un bambino, anche molto piccolo, non uso toni da Pucci pucci amore cuccioli fuffi fuffi!, come fanno molti miei conoscenti che sembrano parlare più a un cane che a un essere umano.
Mi rivolgo sempre a loro in prima persona se sono presenti e mai indirettamente come quando i genitori dicono Certo che Ciccino potrebbe anche aggiustarsi la stanza da solo, ormai è grande!
Tra l'altro il bambino è grande quando deve fare qualcosa di noioso, e piccolo quando invece ci sarebbe da divertirsi e gli è negato accedere al divertimento di cui sopra.
Se mi rompono le balle lo dico chiaro e tondo oppure li spingo a fare qualcosa che li distragga dal compito di rompermi le balle, cioè dedico loro la mia attenzione, invento dei giochi o, se sono più grandi e smaliziati, me li porto in escursione così che a fine giornata sono così stanchi da stramazzare al suolo.
Invece la maggior parte dei miei conoscenti ha nei confronti dei figli due atteggiamenti preponderanti: o li crescono tra urla, coccole ipertrofiche e sedute davanti la tele e la play in modo che loro, gli adulti, possano dedicarsi ai loro fattacci, oppure gli stanno addosso come la morte sui giovani, prevenendo ogni loro richiesta, anche quella che i pupi non si sono nemmeno sognati di formulare nelle loro testoline vuote, provocando reazioni dalla ribellione aperta e luciferina, alla sottomissione da imbecille che crescerà tra problemi sessuali e difficoltà nelle relazioni sociali, sopratutto se maschio.
Insomma, non dico che si possa nascere come genitori perfetti, ma almeno lasciate che i vostri pargoli scelgano da soli le seghe mentali con cui rovinarsi il cervello.
martedì 3 giugno 2008
Ricerca personale
Annuncio tratto dal MagaManga Pulp 'su u scogl:
Cercasi amanti mare con i seguenti requisiti:
Devono piacere le cozze- sia i mitili che le ragazze di tal fatta.
Devono piacere i metalli pesanti-quelli che l'industria di acciaieria locale sversa quotidianamente in acqua
Munirsi di pesanti stivali di gomma onde evitare contatti del terzo tipo con cefali e affini.
Inviare curriculum al seguente indirizzo:
Cozzamara@live.mado'
Cercasi amanti mare con i seguenti requisiti:
Devono piacere le cozze- sia i mitili che le ragazze di tal fatta.
Devono piacere i metalli pesanti-quelli che l'industria di acciaieria locale sversa quotidianamente in acqua
Munirsi di pesanti stivali di gomma onde evitare contatti del terzo tipo con cefali e affini.
Inviare curriculum al seguente indirizzo:
Cozzamara@live.mado'
martedì 27 maggio 2008
Nuke e Duke
C'era una volta, in un Paese afflitto da ipocrisie basate su un regime soft ma nn troppo, un uomo, un magnifico esemplare di maschio latino dall'aspetto severo ma dal comportamento giusto-giusto per far vedere- che, finito il suo ciclo di vita terreno, e venendosi a trovare negli Inferi dei Poveri Illusi, chiese una grazia al Dio che gestiva quel posto e che si chiamava Crazy Dwarf.
"O possente signore" pregò il signor Duke rivolto al tappo divino cui chiedeva grazia"concedimi per favore di tornare sulla Terra e di completare la missione per cui Tu mi facesti nascere ma che non potei portare a termine a causa di un gruppo di facinorosi chiamati Red's aiutati da stranieri venuti da lontano." "Duke, mio caro amico, ti tengo sott'occhio da tempo e so che ti meriti una seconda opportunità. Sono d'accordo, bisogna eliminare i Red's ma non parlar male degli stranieri venuti dalla terra della "Democrazia esportabile", perchè ora ci sono alleati e preziosi rifornitori di materie prime, nonché validi aiutanti per cacciare dal nostro Santissimo Paese i famigerati Stranger's,soprattutto quelli di etnia Black.Comunque, ti concedo di tornare sulla Terra, di prendere contatto con il mio avatar fisico e di far piazza pulita dei Red's." E così il Crazy Dwarf fece, e Duke tornò alla sua Terra e fu acclamato al pari del suo omonimo tedesco che, lungi dallo schiattare alla veneranda età di 102 anni, continuava a rompere le balle ai suoi Fedeli Illusi e mise Duke, per ordine di Biriluschias Seilverisisisio, sul trono del Regno Italico in cui solo pochi sparuti gruppi di innocenti, ignari e idioti lottavano contro lo strapotere regimentale e opportunista, che aveva legalizzato Mafia e affini già nel lontano 2008. Duke spazzò via dunque i puntiformi gruppi di resistenti e renitenti, accelerò il processo di produzione dell'uranio, ma non lo usò per le nuovissime centrali ideate 45 anni prima dal signor Scalealeajolla, e che avrebbero dovuto servire al Paese per risparmiare sulle bollette, che invece erano lievitate proprio per pagare la costruzione delle centrali. No, lui le usò per ripulire una volta per tutte il suo Santo Paese dalle scorie Red's, Black nonchè impertinenti appartenenti al suo credo politico ma non alla sua politica. Poi si ritirò in santa meditazione nella città di Vaticannoos seconda, dove, assieme al Signore Biriluschias, ai suoi accoliti e a pochi eletti- democraticamente, ovvio- visse al riparo delle radiazioni che impestarono il resto del Paese per i successivi duecento anni.
FINE
P.S.:ogni riferimento a fatti prossimi venturi, persone passate e presenti non è puramente casuale ma ognuno legga pure quel che preferisce, perchè il mio intento non è fare la morale, ma cercare di evitare un malore all'intero Paese. Grazie
"O possente signore" pregò il signor Duke rivolto al tappo divino cui chiedeva grazia"concedimi per favore di tornare sulla Terra e di completare la missione per cui Tu mi facesti nascere ma che non potei portare a termine a causa di un gruppo di facinorosi chiamati Red's aiutati da stranieri venuti da lontano." "Duke, mio caro amico, ti tengo sott'occhio da tempo e so che ti meriti una seconda opportunità. Sono d'accordo, bisogna eliminare i Red's ma non parlar male degli stranieri venuti dalla terra della "Democrazia esportabile", perchè ora ci sono alleati e preziosi rifornitori di materie prime, nonché validi aiutanti per cacciare dal nostro Santissimo Paese i famigerati Stranger's,soprattutto quelli di etnia Black.Comunque, ti concedo di tornare sulla Terra, di prendere contatto con il mio avatar fisico e di far piazza pulita dei Red's." E così il Crazy Dwarf fece, e Duke tornò alla sua Terra e fu acclamato al pari del suo omonimo tedesco che, lungi dallo schiattare alla veneranda età di 102 anni, continuava a rompere le balle ai suoi Fedeli Illusi e mise Duke, per ordine di Biriluschias Seilverisisisio, sul trono del Regno Italico in cui solo pochi sparuti gruppi di innocenti, ignari e idioti lottavano contro lo strapotere regimentale e opportunista, che aveva legalizzato Mafia e affini già nel lontano 2008. Duke spazzò via dunque i puntiformi gruppi di resistenti e renitenti, accelerò il processo di produzione dell'uranio, ma non lo usò per le nuovissime centrali ideate 45 anni prima dal signor Scalealeajolla, e che avrebbero dovuto servire al Paese per risparmiare sulle bollette, che invece erano lievitate proprio per pagare la costruzione delle centrali. No, lui le usò per ripulire una volta per tutte il suo Santo Paese dalle scorie Red's, Black nonchè impertinenti appartenenti al suo credo politico ma non alla sua politica. Poi si ritirò in santa meditazione nella città di Vaticannoos seconda, dove, assieme al Signore Biriluschias, ai suoi accoliti e a pochi eletti- democraticamente, ovvio- visse al riparo delle radiazioni che impestarono il resto del Paese per i successivi duecento anni.
FINE
P.S.:ogni riferimento a fatti prossimi venturi, persone passate e presenti non è puramente casuale ma ognuno legga pure quel che preferisce, perchè il mio intento non è fare la morale, ma cercare di evitare un malore all'intero Paese. Grazie
martedì 13 maggio 2008
Lo giuro!
Giuro su Dio, non ho nulla nei confronti dei vari credi della gente, nè ce l'ho particolarmente con le religioni. E' l'uso che se ne fa, penso, a rovinare le persone. I dogmi che forzano comportamenti al di fuori del normale o comune comportamento umano, regole che a volte umiliano l'essere umano in quanto tale. Sì, sono atea, ma non per questo cerco di convincere la gente a non credere come me. Vorrei solo che anche i credenti la smettessero di cercare di convertirmi, però! Va be', esagero, in effetti ho molti amici credenti che se ne fregano del futuro della mia anima e pensano più al presente di ciò che posso offrire loro a livello emotivo e sociale. Però è indubbio che ultimamente i fondamentalismi di qualsiasi cultura si stiano facendo sempre più strada nella nostra vita. Ed è assurdo, perchè se credi in un essere soprannaturale che rappresenta la giustizia e l'amore universali, non dovresti imporne la fede usando Dio come se fosse una mazza chiodata contro le teste dure degli infedeli... No? Ho trovato più amore e rispetto in laici o anche cattolici ma di mentalità aperta e sinceramente interessati al prossimo che in preti, vescovi e quant'altro intenti a sbraitare dai loro pulpiti. E poi vorrei sapere perchè il chiodo fisso di questa gente è il sesso. Cioè, a me sembra una cosa normalissima, no? Come nutrirsi, è un bisogno dell'Uomo e non necessariamente deve diventare un mezzo per procreare, specie ora che siamo un bel po' di gente a scorazzare per il pianeta. E invece ecco che il sesso diventa la bestia nera di questi intolleranti visionari, e sei donna apriti cielo! Sei colpevole solo per il fatto di avere il cromosoma xx... Insomma, credete pure se volete, ma lasciate che gente come me veda meraviglie nella natura e nell'Uomo senza scomodare alcun essere soprannaturale per giustificarne l'esistenza:)
sabato 10 maggio 2008
E' primavera! O forse estate???
Fa' caldo. E' pieno di zanzare. L'inquinamento si presenta come una cappa nel cielo e come una fastidiosa allergia nei polmoni e nelle vie aeree in generale. Siamo a giugno? No, ancora agli inizi di maggio. E allora? Sì qui al sud il caldo è normale anche in questo periodo. Il problema è che ormai ci sono queste temperature anche a gennaio! Ebbene sì. Sono una naturalista ambientalista ENORMEMENTE preoccupata per i cambiamenti climatici in atto. Oh, sono sicura che se facesse freddo invece che caldo a quest'ora stareste già in ansia come me. Invece il tempo è bello, a parte i nubifragi improvvisi e devastanti. A parte che a giugno ci possono essere giornate quasi invernali con pioggia e freddo. A parte che il mare è diventato una broda condita di meduse e altri simpatici animaletti che provengono dai tropici e per cui non abbiamo difese. A parte che sul Monte Bianco quest'anno ci sono stati, a FEBBRAIO, otto gradi centigradi. A parte che i ghiacci stanno cominciando a sciogliersi e se non facciamo qualcosa SUBITO rischiamo di avere la casa al lago anche se viviamo al centro di Milano.Capito? Diamoci da fare, ragazzi. Dipende da noi, perchè non esiste nessun Dio pronto ad aiutarci. Neanche a punirci, è vero, ma per quello ci pensiamo noi, rovinandoci con le nostre mani. A presto! Nel prossimo numero, sparerò a zero sulle religioni...Baci
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