giovedì 24 luglio 2008
Under under under ground
Lo so. C'è chi sta peggio di me. Chi soffre per malattie incurabili o croniche e degenerative, chi vive in un Paese in guerra o in cui è lecita qualunque altra forma di tortura, chi è rimasto solo o viene isolato. Sì, ci sono vari gradi di sofferenza, dolore e angoscia, nel mondo. E io sono depresso. Per cosa? Non lo so. Sono nato depresso. Sono così giù di morale che mi sono autodefinito il Lucifero delle emozioni, nel senso che più in basso di così non posso cadere. O forse, se mi dessero una pala, scaverei. E se mi dessero una corda non la userei per risalire, nooo. Mi ci impiccherei, probabilmente.Eh, sì, sono proprio messo male. Voi vi chiederete, magari se trovassi un'anima gemella, una persona con cui condividere questo dolore dell'anima. Sì, ho amici e una fidanzata. Ma non so fino a quando. Perchè il mio male interiore si proietta sugli altri, forma una patina nera, uno scudo insormontabile che mi divide da chi mi vuole bene e allontana quelli a cui volentieri vorrei bene. Io non mi limito a bruciare i ponti alle mie spalle, lo faccio con le persone che ancora cercano di attraversarlo. Sì, forse è un po' colpa mia. No, è sicuramente anche una mia responsabilità se finisco per soffrire più di quanto sia lecito. Ma come faccio a uscire da questa situazione? Questo buco nero che consuma le mie energie emotive e mentali crea un orizzonte degli eventi da cui è impossibile fuggire. O forse il modo c'è? Se riuscissi a non pensare a me come una singolarità nuda e unica del cosmo... Sì forse ci riesco. Se qualcuno mi aiuta...
