lunedì 22 dicembre 2008

Au e Guri

C'era una volta un folletto di nome Au che viveva nella Foresta Incantata del Pieno Inverno, un luogo dove faceva sempre freddo e per scaldarsi si bevevano ettolitri di grappa e vodka dalla mattina alla sera con conseguenze disastrose per il fegato e nemmeno i neuroni se la passavano tanto bene.
L'amico inseparabile di Au era Guri, che proveniva dalle Lande Meridionali, un luogo dove faceva sempre caldo e per rinfrescarsi gli abitanti vivevano con un condizionatore d'aria portatile e uno fisso nelle loro abitazioni con tragiche conseguenze per l'ambiente e per la trachea.
I due amiconi si incontravano regolarmente due volte l'anno, una in estate a casa di Au, così Guri poteva godere del freddo della Foresta e mangiare salmone affumicato, polenta e frutta secca; e una in inverno a casa di Guri così Au se ne poteva stare a mollo nel mare brodoso delle Lande Meridionali e mangiare frutta fresca, insalate di pomodori e lattuga e mozzarelle.
E ogni volta i due compiangevano i vecchi tempi, quelli che avevano vissuto solo nei primi anni della loro esistenza, quando il mondo non era così dicotomicamente netto e c'erano più sfumature, più stagioni e più persone.
Un tempo, trovavi gente a ogni metro che percorrevi, potevi mangiare tutto quanto desiderasse il tuo stomaco, in qualunque stagione.
Un tempo Au era in compagnia di una numerosa famiglia e Guri altrettanto, e andavano a scuola e avevano molti amici.
Da quando, si chiede ogni volta Guri, piagnucoloso dopo l'ennesimo drink a base di anguria fresca, da quando siamo ridotti a vederci solo due volte l'anno, quando dall'inverno si passa all'estate e dall'estate all'inverno mentre negli altri dieci mesi ci tocca stare soli, tu tra le tue montagne aguzze e io col culo ammollo nel mare e il condizionatore sempre più cigolante e sempre meno rinfrescante.
E' da molto tempo ormai, mio caro amico, dice Au fissando malinconico l'orizzonte piatto dalla spiaggia su cui loro due spiccano come granelli di sabbia nera su un mare di grossolana sabbia grigia e bianca.
E quando noi non ci saremo più, spariranno gli ultimi esseri umani della Terra,siamo gli ultimi!
Dopo aver rimembrato con tono sempre più greve gli avvenimenti che avevano portato a quell'incresciosa situazione, Au e Guri andavano a dormire e poi Au tornava alla sua foresta.
Quell'inverno, comunque, le cose andarono diversamente.
Quando Au tornò nella Foresta, con la compagnia di qualche anguria, un po' di sidro e alcune cartoline, trovò ad attenderlo uno strano personaggio.
Già il fatto che ci fosse qualcuno ad aspettarlo era da considerarsi un vero e proprio miracolo, ma bisognava mettersi nei panni di Au per comprendere come gli sembrò strano, pazzesco, vedere una slitta con alcune renne spelacchiate legate davanti a mo' di traino, e un ometto mingherlino con capelli e barba bianca indossante un vestito di panno rosso con risvolti bianchi che gli cadeva addosso simile a un drappeggio sfilacciato dagli anni.
L'uomo appena lo vide saltò in piedi da seduto che era e andò incontro ad Au con un gran sorriso sulle labbra screpolate dal freddo:
"Piacere, piacere, io sono Nick! E tu?"
"Ehm... Au, mi chiamo Au. Ma... Chi sei, e da dove arrivi?"
L'uomo lanciò uno sguardo alla casetta in legno di Au e lui capì e lo guidò all'interno mentre le renne mordicchiavano i licheni che erano cresciuti sulle rocce.
Nick sedette con un gran sorriso alla tavola dell'uomo della Foresta e mentre Au preparava un te caldo gli disse che tanti, tanti anni prima era partito per il solito giro mondiale anuale, con cui portava doni a tutti i bimbi, ma anche a tutti gli adulti, del mondo.
Ma un brutto giorno mentre sorvolava con le renne alcuni palazzi in periferia nel nord Europa si era aperto un varco temporale e lui vi era precipitato cadendo e risalendo da gorghi di eternità e limbi di non tempo e poi ne era uscito ma si era trovato in un mondo dove Babbo Natale era fuori legge e aveva rischiato di essere fucilato e allora era rientrato nel gorgo e quando ne era riemerso aveva trovato un deserto spoglio di qualunque forma di vita, e così via, andando fuori e dentro il varco temporale per cercare di tornare nella sua epoca o perlomeno in un'epoca migliore.
E finalmente, dopo l'ennesimo tentativo, aveva trovato Au,la sua casetta e la sua calda amicizia.
Au sorrise, gli servì il te e gli disse che anche lì la situazione non era proprio tanto rosea perchè lui e il suo amico Guri erano rimasti gli unici umani su tutto il pianeta Terra.
Nick però disse che andava bene, benissimo, che si sarebbe accontentato di portare doni una volta l'anno a entrambi, era quello il suo compito, era la sua vita.
Au ringraziò e disse che a lui e Guri sarebbe bastato averlo una volta l'anno, a turno, nella propria casa, appeso sul caminetto.
"Sei un trofeo ambito, Nick." disse Au mentre l'ex Babbo Natale lo fissava stranito.
"Devi sapere che sei fuorilegge in quasi tutti i multiversi perchè sei stato tu a provocare quelle distorsioni temporali con i tuoi stramaledetti giri di slitta trainata da renne.
Tu e la magia che ti occorre per andare in un secondo da un capo all'altro del mondo. E hai sconvolto tutto, l'esistenza di miliardi di persone, l'assetto della Terra rispetto al sistema solare.
Hai ucciso miliardi di esseri umani, e io e Guri siamo gli ultimi sopravvissuti. Quindi come vedi non sei affatto sfuggito all'epoca in cui uscisti per la prima volta dal varco. Sei passato di qui più volte, in tempi diversi. E ora che il veleno che ti ho messo nel te sta facendo effetto, posso dirmi felice di aver avuto l'onore di eliminarti. Chiamerò Guri e gli dirò di fare uno strappo alla regola e di venire da me a festeggiare, anche se è pieno inverno. E chissà che,ora che hai finito di gironzolare per i varchi temporali, le cose non si aggiustino."
Santa Claus ebbe appena il tempo di emettere un gemito prima di cadere a peso morto sul pavimento.