L'istinto è di voltarmi e sparare contro l'intruso ma rimango immobile, primo perchè non so se il tizio è armato, poi perchè nel tempo che impiegherei a voltarmi potrei morire due o tre volte, sempre che il mio interlocutore misterioso sia armato,come detto prima.
Ma perchè rischiare? Invece gli do temporaneamente corda, continuando a fissare mr President attraverso il mirino del mio fucile.
"Quelli come te mi fanno davvero pena, ma posso capire che per te uccidere sia un mestiere come un altro." mi dice il tipo alle mie spalle, e avverto la sua presenza come qualcosa di fisico che mi preme sulla nuca.
"E tu chi sei?"
"Un ospite temporaneo, potrei dire. Ascolta, Ash, non posso impedirti di sparare, non sono armato."
Mi volto, finalmente, anche se dovrei per prima cosa far fuori il mio obiettivo, ma sono troppo curioso, e così mi trovo al cospetto di un ragazzino dai capelli neri, gli occhi grigi e la carnagione pallida.
Sembra un ragazzino qualsiasi preso da una qualunque Periferia urbana, non propriamente povero ma di sicuro nemmeno ricco.
Alza le mani, mostrandomi i palmi vuoti, quindi sorride:
"Vedi? Sono innocuo, e rischio di essere fatto fuori a mia volta, però dovevo tentare di fermarti."
Sbuffo, ancora incuriosito nei riguardi del ragazzo, ma ormai abbastanza tranquillo da farmi riprendere la posizione per sparare dandogli le spalle.
Punto, tutto è rimasto come prima, l'auto è ancora ferma per strada, la gente ancora ccalamante, Lui ancora seduto, esposto perfettamente.
Mi chiedo perchè non abbia utilizzato una di quelle auto totalmente schermate, poi penso al suo idealismo da ragazzo new age e faccio una smorfia pensando alla dabbenaggine di certe persone, convinte davvero che le loro buone intenzioni fungano da schermo contro i mali intenzionati.
Poi mi immobilizzo di nuovo e sposto il mirino per osservare meglio la gente, sento un brivido gelido corrermi su per la schiena, annaspo facendo quasi cadere il fucile quindi mi volto sbraitando contro il ragazzinoi:
"Cosa succede?"
"Vuoi dire, come mai sembrano tutti immobili?" replica lui e io lo fisso storto:
"No, come mai sono tutti immobili! Nessuno ha cambiato posizione da quando tu mi hai rivolto la parola!"
Il ragazzino sorride ma torna serio sotto la mia occhiata omicida, sospira e spiega:
"Io vengo dal futuro." Mi lancia un'occhiata di sottecchi come a valutare se gli credo ma io gli faccio cenno di continuare e lui annuisce, riprendendo a parlare:
"In realtà sarebbe più corretto dire che provengo da un flusso temporale diverso da questo, comunque il succo del discorso è che noi del futuro ci siamo resi conto che ci sono eventi che si susseguono ciclicamente in tutti i flussi che riguardano determinate specie nell'universo.
Per gli umani si tratta sempre dell'eliminazione di personaggi che potrebbero far cambiare drasticamente la società, in modo fondamentalmente positivo anche se inizialmente nessuno recepirebbe il cambiamento come tale, e molti ne avrebbero danni enormi. E uno degli eventi che si ripetono è l'assassinio del presidente di questo Paese quando egli si discosta dai normali canoni imposti dalla società attuale. Il fatto che abbia vinto un Pelle scura ha messo in agitazione i manovratori occulti, che ti hanno assunto per ovviare al problema. Ah, sono stato io a bloccare momentaneamente le azioni dei tipi là fuori."
"Perchè, se sei davvero chi dici di essere e davvero hai il potere di fermare il tempo e di spostarti in esso, non intervieni per salvare quell'uomo?"
"Perchè noi del futuro siamo pienamente coscienti che se intervenissimo personalmente stravolgeremmo i flussi temporali della vostra esistenza, mentre se a cambiare le cose fosse uno di voi, al momento giusto, il cambiamento messo in atto migliorerebbe la società una volta per tutte. Perciò io posso solo chiederti di non uccidere quell'uomo, ma non posso impedirti di farlo."
Resto a riflettere per qualche secondo, chiedendomi se davvero voglio credere a questo sciroccato, e se davvero potrei cambiare qualcosa, eventualità che non mi dispiacerebbe.
Alla fine chiedo:
"Se non uccido il Pelle Scura, potrei avere qualche beneficio immediato?"
Il ragazzino scrolla le spalle:
"Non posso assicurarti che le cose per te migliorerebbero o finirebbero male, però posso fare in modo che una parte del tuo essere profondo, la tua essenza, potrei dire, si conservi nei vari flussi temporali permettendoti di godere dei benifici futuri come se fossi tu stesso a viverli."
Fidarsi, oppure no? Ho passato un'intera vita a diffidare degli altri, ma negli occhi grigi di questo ragazzo leggo una verità che mi sembra difficilmente solo il frutto di una recita superlativa.
Perciò annuisco, scarico il fucile facendo cadere i proiettili per terra e poso l'arma sul pavimento.
Il ragazzo sorride, prende l'arma e sparisce sotto i miei occhi lasciandomi con la sola compagnia di qualche proiettile.
Mi volto e dalla finestra vedo la folla che si muove attorno alla macchina presidenziale lasciandola passare anche se con una certa difficoltà, vedo il Presidente salutare sorridendo felice, poi l'auto sfila via, la gente rimane per qualche minuto ancora ad acclamare poi lentamente si disperde.
E io vado via.
martedì 11 novembre 2008
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