martedì 11 novembre 2008

Ash Saseen- utlima parte-

La piazza del centro ricerche spazio temporali era piena, come sempre in certe occasioni.
Tanto più quando si commemorava il centenario della Nuova Epoca.
Il ragazzo, in piedi accanto al resto della folla di studenti e ricercatori, ascoltava l'ultima parte del breve discorso di commemorazione:
"...E dunque ricordiamo ancora una volta il nostro sconosciuto benefattore, colui che per primo navigò in altri flussi temporali permettendo all'Umanità di evolvere e di dedicare l'intelligenza della razza a ricerche che in pochi anni ci hanno portato tra le stelle della nostra Galassia e in seguito, ci porterà altrove.
Nel frattempo continuiamo a onorare la memoria di questo uomo straordinario. Di lui si dicono tante cose, ma solo alcune sono vere.
Cambiò il proprio destino e quello delle generazioni future.
Mise da parte il suo passato di assassino per divenire un salvatore.
Si nascose a chi lo voleva eliminare per porre rimedio a quello che i potenti di allora considerarono un errore e che è stata invece la base per la nostra società tanto migliore.
Collaborò con l'uomo che avrebbe dovuto uccidere e arrivò a essere il suo migliore consulente, sotto copertura fino a quando i flussi non ci portarono in quest'epoca di benessere.
Sposò una parente del suo ex obiettivo criminale e i suoi discendenti continuano a lavorare in silenzio e senza farsi conoscere per il bene della comunità.
Sì! Tra di noi ora potrebbe esserci un discendente di quell'uomo, di cui non conosciamo il nome ma che sappiamo essere la nostra pietra miliare."
Il discorso si concluse, l'applauso risuonò a lungo e poi si diede inizio alla festa vera e propria, con buffet, beveraggi e spettacoli musicali.
C'erano feste simili un po' dappertutto, in tutte le comunità terrestri ed esoterrestri.
Il ragazzo pensò che di li a un anno avrebbe avuto il titolo per viaggiare tra le varie comunità galattiche e sorrise, poi vide una ragazza che aveva già adocchiato da tempo e le si avvicinò, salutandola.
"Ciao!"
Lei gli sorrise, doveva avere qualche parente panafricano vista la tonalità color ambra scura della sua carnagione.
"Ciao." gli disse, e poi, passandogli un bicchiere di succo di frutta gli chiese:
"Ma tu credi davvero che il nostro misterioso benefattore si sia salvato e abbia avuto discendenti?"
"Beh, è un'ipotesi basata sugli studi di antichi documenti, ma potrebbero essere stati falsificati anche quelli insieme a tutti gli altri che alcuni allocchi hanno comprato a peso d'oro... Comunque diciamo che preferisco pensare che si sia salvato e abbia potuto dare una mano a renderci migliori. Perchè, tu non ci credi?"
Lei scrollò le spalle senza rispondere ma continuando a sorridergli.
Il ragazzo decise che era proprio bella.
"A proposito, come ti chiami?" le chiese ancora.
"Ashley."
"E' un bel nome."
"Deriva da quello di un mio bisnonno."
Per qualche secondo il ragazzo ebbe la netta sensazione che lei potesse essere in effetti la discendente di quell'uomo misterioso che li aveva portati in un flusso temporale più consono al sorgere di comunità miste, e reciprocamente soddisfatte le une delle altre.
Dopotutto secondo un suo amico il benefattore dell'umanità si chiamava Ash.
"A cosa pensi?" domando Ashley scrutandolo con espressione attenta.
Il ragazzo mise da parte le sue -forse- assurde ipotesi.
Che lei fosse una discendente di quell'uomo o meno, non importava.
Era il futuro, il flusso temporale più importante per tutti loro.
Così sorrise e disse:
"A come siamo stati fortunati. Ah, io mi chiamo Luc."
FINE