martedì 20 gennaio 2009

Vincitori, vinti, poveri illusi.

Iniziamo dagli illusi. Davvero credete che la guerra risolva i conflitti? Mai ossimoro fu generato da una stupidaggine più sopraffina. Un conflitto per risolverne altri... E cosa si ottiene. Morti e feriti, palazzi, scuole, ospedali, luoghi di culto distrutti. E in questo terreno fertilizzato dal sangue di migliaia di vittime, germogliano i semi dell'odio eterno, della rivalsa e della vendetta, dell'estremismo religioso,del potere in mano a chi grida più forte, a chi "religiona" e non ragiona. I vittoriosi lasciano alle spalle le macerie puntando al cielo le dita a forma di V, sorridono alle telecamere soddisfatti del lavoro svolto, di aver costretto il nemico alla resa anche se provvisoria. La luce della gloria con cui li hanno convinti a confrontarsi, nutrendoli fin da piccoli con le storie sulla necessità di difendersi da un nemico subdolo, li ha accecati e ora ignorano bellamente le madri rimaste senza figli e vedove dei mariti, i mariti che hanno perso la famiglia e si affidano al loro Dio e a chi parla per Sua voce, le figlie e i figli che da grandi si armeranno per vendicare i loro cari. I vinti che festeggiano a loro volta la ritirata del nemico e pensano già alle condizioni da dettare senza considerare che nessuno ha diritti in una situazione tanto complessa, dolorosa e storica. Ci sono solo doveri, i doveri di lasciar da parte i fanatismi e le ragioni e i torti, pensare alla propria famiglia e ai propri amici, accettare che ci sia l'Altro e fare in modo che la coscienza di chi assiste, coinvolto o meno, sia capace di formare una barriera umana alle barbarie di ambedue le fazioni e di permettere alle persone di essere trattate come tali, non come numeri o raffigurazioni di nemici.
Ci vuole molto, sicuro, ma se non si inizia con un primo passo, il viaggio non comincerà mai.